I Gusti e i Sapori della Basilicata

“Ingegnererrante cosa conosci della Basilicata?” Poco, non l’ho ancora visitata ma spero di farlo molto presto! Per parlare di questa terra prenderò in prestito le parole del grande regista Francis Ford Coppola, originario della Basilicata.

“Abbiamo una Regione d’Italia ancora preservata, ancora autentica, ancora pura. Trovi una terra ancora incontaminata e questa è la vera ragione che spero porti tanta gente a visitare la Basilicata per avere la possibilità di vedere un’Italia come realmente era nel passato”

Questa autenticità io l’ho ritrovata nei sapori dei prodotti della Basilicata. Giustamente a questo punto mi chiederete: “Ingegnererrante, come hai fatto? Hai appena scritto di non essere mai stata in Basilicata!”

Se l’Ingegnererrante non è ancora stata in Basilicata, ci pensa BasilicataGusto a salire in Toscana!

In effetti è andata proprio così, la mia conoscenza delle Basilicata è iniziata proprio grazie a due eventi promossi da BasilicataGusto in Toscana, e per essere precisi a Prato.

Basilicata Gusto

Basilicata Gusto è una rete di produttori, ristoratori e operatori di eccellenza con l’obiettivo di promuovere questa terra, ancora tanto sconosciuta.

Durante questi due eventi io e altri blogger siamo stati invitati a conoscere i prodotti e i sapori lucani, e devo dire che assaggiandoli ho ripensato alle parole di Coppola

. Sono stati due eventi differenti fra loro: pizza presso “La Pizza di Rebe“e tagliere da “Fiaschemberg“, entrambi eccellenti! Voto 10!

La pizza di Rebe

La prima sera siamo stati ospiti de “La pizza di Rebe“, una pizzeria presente per due anni sul Gambero Rosso. Il maestro panificatore Cristiano Diodato fa una pizza (buonissima) con impasti realizzati con farina macinata a pietra, lievito naturale, sale di Cervia e olio EVO. Per la serata sono state rivisitate delle pizze con i prodotti della Basilicata, che adesso trovate anche nel listino.

Le foto parlano da sole, in seguito parlerò dei singoli prodotti.

Fiaschemberg

Fiaschemberg é una enoteca in via Settesoldi a Prato: è conosciuta non solo per i suoi deliziosi crostoni e taglieri, ma anche perché è stato il primo locale aperto nella via, ormai famosa per la movida pratese.

Il locale è gestito da Paolo Colzi, che ha rivisitato il suo famoso tagliere con i prodotti lucani.

Com’era il tagliere lucano? Anche questa volta la prova è stata superata, e lo trovate inserito fra i famosi taglieri dell’enoteca.

tagliere lucano basilicatagusto

I prodotti della Basilicata

“Ingegnererrante, ma ci vuoi parlare di questi prodotti, oltre a mangiarli e far vedere le foto?” Ora ve li indico!

  • la Salsiccia (in Toscana l’avremmo chiamata “salame”) del Salumificio Burgentino, macellato e semi stagionato in maniera particolare per la pizza, e la salsiccia dolce e piccante e la soppressata per i taglieri;
  • crostini e il Viscuùtt di Noepoli dell’ Antico Panificio Cirigliano ,
  • il treccione e il burrino indimenticabili  dell’ Antica Latteria Branca & Mecca di Pignola;
  • i peperoni cruschi dell’Azienda Agricola Fazari
  • il paté di carciofo bianco, un prodotto rarissimo, coltivato in una zona ristretta, dell’Azienda Agricola La Caggianese

Non si tratta solo di un elenco di prodotti ma di eccellenze lucane, che solo a doverne parlare mi viene l’acquolina!

E infine….

Il pacco da giù

Avete mai sentito parlare del “Pacco da giù“? Nei miei anni universitari ne ho sentito parlare tante volte dai miei colleghi fuorisede.

Un pacco atteso con ansia con i prodotti che ricordano casa, e che quando arriva è sempre una gioia.

Perché ve ne parlo? Perché a fine cena ho ricevuto dei pacchetti molto graditi, che ho rinominato “I miei primi pacchi da giù“, con i prodotti che ho degustato durante i due eventi.
È stato un piacere riassaggiarli a casa, e ho fatto un figurone con i miei ospiti che li hanno finiti in pochissimo tempo.

Ma..le sorprese non finiscono qui, cosa avrà preparato BasilicataGusto? Per scoprirlo iscrivetevi alla loro pagina Facebook, e sarete aggiornati.. Io non vedo l’ora!
Grazie BasilicataGusto per avermi fatto scoprire questi prodotti!

In collaborazione con @basilicatagusto

Mostra “Russia, Royalty & the Romanovs” a Londra

Buongiorno Erranti,
Sono tornata da poco da Londra e avrei già voglia di ritornarci! Londra mi fa questo effetto, non riesce a stancarmi mai!

Parlando del mio ultimo soggiorno voglio segnalarvi una mostra molto interessante: “Russia, Royalty & the Romanovs” presso la Queen’s Gallery di Buckingham Palace.

Non solo la mostra è molto bella, ma anche la location è imperdibile, perché si tratta della Queen’s Gallery, uno spazio permanente dedicato alle collezioni della Famiglia Reale. La Galleria si trova proprio a fianco di Buckingham Palace, nella parte ovest: è quindi un’ottima occasione per visitarla e ammirare le splendide collezioni reali!

Mostra “Russia, Royality and the Romanovs”

La mostra “Russia, Royality and the Romanovs” racconta i rapporti fra la Gran Bretagna e la Russia, e in particolare fra le due famiglie reali.

Nelle stanze sono presenti una serie di doni, come ritratti,  dipinti, gioielli, mobili e soprammobili di una bellezza indescrivibile.

In particolare, sono rimasta affascinata dal dipinto del matrimonio dello zar Nicola II con la principessa Alix d’Assia, nipote delle regina Vittoria, e da altri due dipinti: quello dell’Imperatrice Caterina II e quello dove viene ritratta tutta la grande famiglia della Regina Vittoria.

Poi indovinate chi è questa giovane ragazza? 🙂 HRH Princess Elisabeth, oggi THE QUEEN! Io la adoro!

Princess Elisabeth
HRH Princess Elisabeth

Vi lascio qualche foto delle sale, nel caso ci sia ancora qualcuno non ancora convinto a volerla visitare.

Oltre a questa mostra la Queen’s gallery include la “Roger Fenton’s Photographs of the Crimea“, dedicata alle fotografie di Roger Fenton durante la guerra di Crimea. Si tratta di un vero e proprio documentario fotografico della guarra di Crimea. Agghiacciante ma bellissima.

 

Ricordo comunque che la mostra sarà aperta fino al 28 aprile 2019. Per avere maggiori infomazioni, o per prenotare i biglietti, vi rimando al sito ufficiale cliccando qui

Se poi siete appassionati d’arte e di Musei e vi trovate a Londra, vi consiglio anche di leggere il mio post sui 5 musei gratuiti londinesi assolutamente imperdibili!

Buona lettura, e soprattutto buona visita!

Ingegnererrante

Lettera a un Babbo Natale Errante

Carissimo Babbo Natale,

è tanto tempo che non ci sentiamo e che non ti scrivo.. da quel fatidico giorno che qualche mio compagno di classe delle elementari mi ha detto “Babbo Natale non esiste..sono i genitori che portano i regali”. Sono notizie abbastanza grosse che per una bambina sognatrice e (già) errante.

Nonostante tutto, come vedi non ho mai perso la gioia di quella bambina nel vederti, e quest’anno anche nello scriverti nella lettera.

Ti scrivo perchè anche tu, come me, sei molto errante, e stanotte vagherai di casa in casa con la slitta e le tue renne per portare regali a tutti i bambini.

Naturalmente ricordati di non portarmeli a Lucca, perché sarò a Londra dai miei cugini. So che lo sai di già, sai tutto di noi eterni sognatori, e sai anche dove trovarci!

Perchè ti scrivo? Perchè ho bisogno di ritrovare un po’ quell’anima di sognatrice che un po’ ho perso per strada.. avevo tante aspettative nel 2018, doveva essere l’anno del riscatto, soprattutto dopo tanti sacrifici. In parte lo è stato, ma soprattutto gli ultimi mesi sono stati molto duri, e sono arrivata ora a Dicembre molto stanca e anche un po’ disillusa.

Sicuramente anche i “no” e le porte in faccia servono a crescere e imparare, e ho imparato che non si smette mai..sicuramente questo mi serve da lezione!

Il mio Regalo

Quest’anno non ti chiedo regali materiali, ma semplicemente di farmi ritrovare quell’anima errante e sognatrice a cui tengo tanto. Mi serve proprio! Ultimamente ne ha risentito il Blog (a proposito..per il prossimo anno ci sarà un bel restyting), i social e la mia vita.

L’Ingegnererrante è poco errante e troppo seria, e questo non va bene, che ne pensi?

Io ti aspetto con ansia, nella Swinging London, con una bella cup of tea fumante e un bel po’ di pasticcini! Mentre starai errando per la Capitale londinese e ti farai chiamare Santa Claus!

Ora voi Erranti, vi auguro un Sereno e Gioioso Natale, in compagnia della persona a voi più care. Non smettete mai di essere sognatori!!! Questo è uno dei regali più grandi che potete farvi!

Merry Christmas!!!!!

p.s BABBO NATALE ESISTE!!!! 😉

Pantone 2019: Living Coral

Buongiorno Erranti oggi vi parlerò del colore dell’anno 2019: il Living Coral. Infatti il Pantone Color Institute lo ha definito il colore dell’anno 2019, ed influenzerà le scelte della moda, design, beauty e di tanti altri settori.

La scelta del colore dell’anno

A partire dal 2000 la ricerca del Pantone Color Institute ha influenzato le scelte cromatiche delle tendenze dell’anno. La ricerca dura 9 mesi, durante i quali vengono studiati i modelli e colori ricorrenti nella vita quotidiana, per trovare il colore che esprima al meglio lo spirito del momento.  La domanda a cui devono rispondere è: qual è il colore he risponde meglio alle necessità delle persone in questo momento?

Ad esempio, nel 2016 sono stati scelti due colori “Rose Quartz” e “Serenity” dedicati ai temi del gender e l’uguaglianza tra i generi, mentre nel 2017 “UltraViolet” era una tonalità provocante, che ricordava anche geni creativi come David Bowie o Prince.

Perchè il Living Coral?

Il pantone Living Coral, o 16-1546 per più tecnici (questi numeri indicano il livello di lumninosità e tonalità cromatica), è un colore estremamente positivo, allegro e infonde un’ idea di leggerezza e di estate.

Infatti questo colore viene descritto come la “fusione della vita moderna”, “colore ricco, continuamente attorno a noi nel mondo reale e insieme vivacemente presente sui social media”, e infone “simboleggia il nostro innato bisogno di ottimismo e ricerca di gioia, rappresenta il nostro desiderio di giocosità”.

pantone living coral

Inoltre il Living Coral ha anche un significato simbolico legato all’ambiente: ricorda la barriera corallina, tanto bella e minacciata. Questo colore vuole quindi ricordare l’importanza di tutelare l’ambiente e denunciare i cambiamenti climatici

” Così come il corallo arricchisce la vita marina, noi vogliamo arricchire questo colore e mantenerlo vivo” 

(Leatrice Eiseman, Direttore del Pantone Color Institute)

Per me è un bellisssimo colore, lo adoravo già prima, e ora sono curiosa di vedere come sarà interpretato dalle varie aziende. Saremo “invasi” dal questo colore? Su Instagram l’hashtag #livingcoral presenta già nuove tendenze nei capelli, moda e arredamento.

E voi cari Erranti, seguirete la tendenza di questo colore, oppure no? Vi piace il nuovo Pantone 2019?

Sono curiosa di sapere cosa ne pensate!

Ingegnererrante



Da “Mamma Gina” a Firenze

Da buona toscana amo il cibo tradizionale, ma non è sempre facile trovarlo, perché spesso viene stravolto con altre tradizioni, oppure modernizzato.
A me piace la vera cucina toscana, quella che utilizza le ricette tipiche della tradizione, con utilizzo delle materie prime fresche e verdure di stagione. Quelle ricette con le quali sono cresciuta e che mi ricordano le mie nonne in cucina.
I piatti come la ribollita, o la bistecca fiorentina, non si possono cambiare rispetto alla tradizione.
Proprio per questo quando vado a Firenze mi fido del “Ristorante Mamma Gina”, dove il cibo e la tradizione vanno a braccetto, e da questa unione ne vengono fuori degli ottimi piatti tipici toscani.
Secondo me vale la pena andarci e provare cosa è la vera cucina toscana.
Credetemi..lo dico da buona forchetta toscana!
Per saperne di più vi rimando al sito del Ristorante cliccando qui

SaporiToscanidal1950 #LaFiorentinaDOC #iSaporidiunavolta #ad

Fateci un salto, e ditemi come vi siete trovati, vi assicuro che non ve ne pentirete!

Vostra
Ingegnererrante

Cosa Fare in Autunno sui Monti Dauni fra tradizioni e borghi

Prima volta in Puglia?” Ebbene si, nel mio errare per il mondo non ero mai stata in Puglia! Tante volte avrei dovuto partire, ma ho dovuto rimandare.

La Puglia spesso è conosciuta per il mare, per il buon cibo, per un patrimonio artistico e architettonico vastissimo (dalla Magna Grecia fino ai giorni di oggi) e per località fantastiche, molto rinomate a livello turistico.

Io però sono convinta che spesso i luoghi vadano conosciuti anche fuori stagione, perchè sanno offrire tanto di più, e possiamo capire meglio le tradizioni legate al paese e alla terra.

Ne ho avuto la conferma durante il Press Tour sui Monti Dauni per i Riti degli Ognissanti, visitando i paesi di Troia, Ascoli Satriano e Orsara di Puglia: piccoli ma con bellissime tradizioni da raccontare e un patrimonio artistico da far conoscere.

I Riti di Ognissanti sui Monti Dauni: le Tradizioni

Le tradizioni per gli Ognissanti sono differenti da paese a paese, ad esempio a Troia durante la notte fra il 1 e il 2 novembre vengono lasciate le calze riempite di dolci, doni dei familiari defunti. Inoltre in questa giornata la città commemora gli Ognissanti con varie iniziative, a partire dalla Chiesa dei “Murticill” (Morticelli), alla Processione e fino alla preparazione del tipico grano cotto

Mentre a Orsara di Puglia i riti di Ognissanti vengono commemorati con “Fuccacoste e Cocce Priatorje“, una tradizione che riempie il paese di migliaia di persone la sera del 1 novembre. Orsara viene riempita di zucche e alle 19:00, al rintocco della campana della Cattedrale, vengono accesi due grandi falò nella piazzetta di fronte, seguiti poi da altri in tutto il paese. Si tratta di una festa della luce: si narra infatti che il 1 novembre le anime del Purgatorio vadano a trovare i propri familiari. Le zucche illuminate alla porta servono proprio a far ritrovare loro la casa.

Continuerò a parlarvi delle tradizioni nel mio secondo post, dedicato alle persone e dei prodotti. Ora vi faccio conoscere i borghi di Troia, Ascoli Satriano e Orsara di Puglia.

Troia

Cestino

Il paese di Troia si trova a 20 km da Foggia. La leggenda vuole che sia stata fondata dall’eroe greco Diomede, che, dopo aver combattuto la battaglia di Troia, arrivò in terra pugliese fondando una nuova città di Troia e sposando Ecania, la figlia di un re dauno.

La città sorge lungo la via Francigena, ed è impostata secondo una pianta medioevale, con un’asse principale e uno sviluppo di stradine che si intersecano fra loro. Stradine che devo dire, meravigliose: vi lascio qualche foto.

Lungo il Corso Regina Margherita irrompe maestosamente la Concattedrale di Santa Maria Assunta, fondata su una antica chiesa bizantina, con influenze di altre architetture, come quella pisana e la siciliana. Da notare è sicuramente il rosone, con le 11 colonnine che rappresentano gli Apostoli. Manca il dodicesimo Apostolo, San Pietro, al quale viene affidato un posto sul torciglione centrale, attorno alla stella a sei punte.

Sull’arco che sormonta il rosone, detto “Sopracciglio“, sono raffigurate una serie di figure legate a bestiari medioevali, dove venivano rappresentati soprattutto il demonio e il peccato.

Particolare è il foro laterale accanto alla porta d’ingresso: potrebbe trattarsi della forma del pane, l’unità di misura canonica stabilita dalla Chiesa per i mastri fornai e per tutta la popolazione.

Entrando nella Cattedrale, possiamo vedere una classica pianta a croce latina, con 13 colonne (12 come gli Apostoli, in più una colonna posta su pietra angolare, detta Pietra di Cristo) e due cappelle laterali.

Da notare il magnifico pulpito di architettura romanica, scolpito in un unico blocco di pietra. Da qui venivano srotolati gli “Exultet”, rotoli di canti liturgici, scritti su una doppia faccia: la parte in latino veniva letta dal sacerdote, mentre la parte con le immagini veniva rivolta verso la popolazione, spesso analfabeta. Gli Exultet sono conservati nel Museo del Tesoro della Cattedrale, consiglio di prendere appuntamento con i volontari per poterli vedere. Vale la visita!

Guardando il transetto della Chiesa é possibile notare le cappelle, una dedicata ai cinque Santi Patroni, e l’altra alla Madonna dell’ Assunta. Molto belli sono anche i due affreschi nella parte alta dell’abside e il Croocifisso morente, opera di Pietro Frasa.

Davanti alla Concattedrale si trova il Museo Diocesano: una volta questa struttura era un convento, mentre oggi nella parte superiore é presente un asilo infantile, mentre nella parte inferiore il museo.

In questo Museo si trova quello ciò che veniva considerato il  “Tesoro della Chiesa” da parte del popolo. Sono presenti le statue che venivano portate in Processione, e sono talmente care alla popolazione di Troia che ogni statua aveva un nomignolo dato da loro.

Nelle varie stanze di questo Museo, sicuramente un’opera da notare è il Capitello delle quattro razze, dove sono rappresentate quattro teste di uomo, con tratti somatici diversi fra loro. Un’opera molto simile si trova a New York al Metropolitan Museum, e secondo vari studi sembra che siano della stessa fattura.

Ascoli Satriano

Il paese di Ascoli Satriano è caratterizzato da vicoli ricchi di colori, case, palazzi e botteghe. Vi lascio qualche foto ,scattata passeggiando lungo la via principale.

La visita prosegue al Polo Museale, inserito nel contesto di un ex convento di clausura. All’interno del museo sono visibili oggetti trovati nel territorio di Ascoli Satriano, dal 4 sec. a.C. al 2 sec. d.C.

Una prima parte del Museo è dedicato allo “Spreco necessario“, con i lussuosi corredi funebri femminili. Sono presenti spille, gioielli in argento e oro, ceramiche e oggetti da portare nell’ oltretomba.

La seconda parte è dedicata alle “Policromie del sublime“, e agli splendidi Grifoni, restituiti nel 2007 dal Getty Museum. Si tratta di un’opera in marmo policromo del 4 sec a.C., che rappresenta due grifoni che azzannano un cervo. Nella sala sono presenti altri manufatti policromi, ma la visione di questi Grifoni lascia talmente senza fiato che l’occhio cade sempre su di loro. La loro bellezza è stata talmente riconosciuta che sono stati portati all’Expo di Milano in rappresentanza delle bellezze artistiche della Puglia.

Orsara di Puglia

Ho visitato Orsara di Puglia durante l’evento “Fuccacoste e Cocce Priatorje”, e devo dire che il paese aveva un’atmosfera molto particolare, perchè era illuminato per la maggior parte dai falò e dalle candele dentro le zucche.

Si tratta comunque di un borgo molto carino, con vicoli stretti, piazzette e tanti dettagli da scoprire. Oltre alla festa, è sicuramente da nominare l’antico forno “Pane e Salute“, che risale al 1500.

Dopo giorni di cibo in abbondanza, quella sera per cena era previsto un “panino” tipico di questo forno: è arrivata una pagnotta di pane riempita di spezzatino di maiale, peperoni e cipolle!!

Beh, l’unità di misura del cibo pugliese è un po’ diversa dalla nostra (ma l’abbiamo apprezzata), ma ve ne parlerò prossimamente.

Che dire, mi è piaciuto conoscere le tradizioni autunnali dei Monti Dauni, e ho apprezzato l’idea di cominciare la conoscenza della Puglia proprio da qui!

Voi, Erranti, conoscete queste zone dei Monti Dauni?

A presto!

Ingegnererrante

In collaborazione con Daunia Press Tour

Il Glamping: un nuovo modo di viaggiare

Buongiorno Erranti, voi lo conoscete il Glamping? Io ne avevo sentito parlare, ma non mi ero mai avvicinata troppo all’argomento.

Una buona occasione per conoscere questa nuova tendenza è stata alla Fiera del Turismo di Rimini, dove sono stata invitata al SUN dall’azienda Crippaconcept per la presentazione delle nuove idee di Glamping e case mobili.

Cos’è il Glamping?

Per capire la conoscenza del Glamping fra i miei followers, ho inserito nelle mie Stories di Instagram queste due domande: .

Per quanto riguarda il Camping, la maggioranza associa questa parola alla tenda o al camper, oppure a qualche luogo dove ha vissuto questa esperienza. Può essere giusto, anche se la parola “Camping”, al di là della vacanza in tenda, è un modo di viaggiare ecosostenibile, a contatto con la natura.

Per il Glamping le risposte sono state “camping” di lusso”, ” camping chic”, o anche “camping glamour con i glitter”. In questo caso tutte le risposte potrebbero essere giuste, anche se i glitter non ci sono!

Il Glamping è una nuova tendenza di viaggio, e con l’unione delle due parole “Glamour” e “Camping“, associa la vacanza a un’idea di comfort, estetica, funzionalità e sostenibilità ambientale.

L’azienda Crippaconcept durante il SUN ha presentato due case mobili, la Mediterranea e la Queenslander: due autentici gioelli di design, curate in ogni piccolo dettaglio dall’Architetto Luca Colombo e dal suo team.

La caratteristica particolare di queste case mobili è il dialogo fra gli spazi interni ed esterni, per poter apprezzare una vacanza immersi nella natura, senza a rinunciare a ogni tipo di comfort e lusso. Si, parlo di comfort, e vedendo la descrizione e le foto delle case mobili, capirete il motivo!

Mediterranea

La prima casa mobile è di tipica espressione mediterranea, comeda detto l’Arch. Colombo “da Ibiza a Mikonos, nelle quali dominano i colori e i materiali naturali della terra e il blu del mare”.

Casa Mobile Mediterranea

Il colore bianco, il giallo e il celeste sono predonominanti in  tutta la casa, a partire dai pavimenti, le pareti, fino agli accessori presenti. Naturalmente come materiale è presente il legno naturale in tutti i dettagli della casa e negli infissi, che uniscono gli spazi interni con gli esterni.

Vengono utilizzati anche dei materiali innovativi come i pannelli in fibrocemento ecologico, per un isolamento termo-acustico.

Mi sono innamorata a prima vista di questa casa, a partire dei colori, i materiali e tutti i dettagli presenti sia all’esterno che all’interno. Penso che anche il nome sia azzeccato, ricorda veramente in tutto le case e le spiagge del Mare Mediterraneo. Una vacanza all’insegna del mare, del lusso e del comfort.

Queenslander

Casa Mobiel Queenslander

Se non sapessi dell’esistenza della casa mobile, pensando agli interni mi viene un mente uno yacht di lusso, o qualche club nautico o marina con design di ultima generazione.

In questo caso i colori sono più caldi, tipici delle imbarcazioni, e sono visibili nella scelta del legno, negli infissi e anche nei colori beige, ecrù e metallici presenti nell’arredo.

Una cosa particolarissima di questa casa è sicuramente il tetto, dove è presente un prato verde, che garantisce l’inerzia termica e evita il fenomeno di surriscaldamento, tipisco delle case mobile in lamiera. Questo “tetto a prato”  permette un equilibrio termico, per raggiungere più facilmente un benessere ambientale. 

Naturalmente come tutte le case mobili, anche qui abbiamo le ruote, ma sono coperte da pannelli che riflettono il verde attorno: sembra quasi che la casa galleggi!

Che dire..ho veramente apprezzato di poter partecipare a questa presentazione e conoscere Crippaconcept. Ho trovato un prodotto di design veramente di qualità, e spero nei miei prossimi viaggi di poter fare una vacanza glamping nelle loro case mobili!

E voi Erranti, la fareste una vacanza seguendo la tendenza Glamping?

Ingegnererrante

In collaborazione con Crippaconcept 

Il mio primo TTG!

Buongiorno Erranti, probabilmente voi sarete sempre nelle braccia di Morfeo, mentre io in questo momento sono in viaggio verso Prato, per prendere il treno. Sono sicura che penserete: questa qui non si è fatta sentire per mesi, e ora scrive alle 6 di mattina..tutto ci si puàò aspettare dall’Ingegnererrante! Negli ultimi periodi sono successe tante tante cose, che mi hanno tenuto lontana dallo scrivere: tante volte ho iniziato, ma non sono riuscita a portare a termine i post. Il famoso BLOCCO DELLO SCRITTORE! Ne avevo sentito parlare, ma ne avevo risentito solo durante il periodo di tesi, poi mi era passato.

Tornando a noi, cosa ho da dirvi di tanto importante da disturbarvi alle 6 del mattino? Vi porto con me al TTG! E quindi? Cos’è il TTG? Bene..vi offro un caffé e un cornetto e nel frattempo ve lo spiego.

Cos’é il TTG Travel Experience?

Il TTG Travel Experience è uno degli appuntamenti pià importanti italiani per il mondo del Turismo, e si svolgerà alla Fiera di Rimini il 10-11-12 ottobre. Durante questo evento è possibile avere contatti con Enti del Turismo, Startup e tutto il mondo affine.

Cosa vado a fare al TTG?

Io sarò presente al TTG oggi e domani, e ho già diversi appuntamenti, fra Enti del Turismo, Startup, conferenze stampa e tanto altro. Chissà se verranno fuori delle belle collaborazioni? Inoltre giovedì sono stata selezionata per il “Meet Your Blogger”, dove a ogni Blogger viene assegnato un desk per incontrare gli operatori del turismo.

Dopo avervi augurato un buon risveglio, un caffé e un cornetto, vi aggiungo che sicuramente non avrò tempo di scrivere in questi due giorni, ma vi dico di seguirmi su Instagram e Facebook, ne vedrete delle belle! Io sono carichissima, curiosa e pronta per questi due giorni di Fiera!

la vostra Ingegnererrante

Il Pericolo dei Viaggiatori Solitari nel Mondo

Buongiorno Erranti,

dopo tanto silenzio, ci voleva un ottimo motivo per tornare, e ieri mi è capitato. Per chi mi segue sui Social (Facebook e Instagram) già lo sa: ieri è stato un articolo su una viaggiatrice solitaria, morta in Costa Rica.

Questa ragazza era messicana, si chiamava Maria, 25 anni, cantane e musicista, in viaggio da sola per far conoscere la sua musica.

Fin qui tutto bene, a parte la fine, ma quello che mi ha fatto veramente male sono stati i commenti delle persone, soprattutto viaggiatori. E’ possibile continuare a leggere “se l’è cercata”? “Così impara a viaggiare da sola”, “le femministe sono passate di moda”, ma stiamo scherzando nel 2018? Non è questione nè di femminismo,nè di emancipazione: purtroppo una donna viaggiatrice solitaria viene vista sempre male.

Ognuno è libero di pensare quello che vuole , ma a me sembra una grandissima mancanza di rispetto verso una donna piena di vita, che sta semplicemente facendo una vacanza, assieme alla sua musica. Certi atteggiamenti, purtroppo, possono succedere anche dietro l’angolo di casa, e non per questo occorre vietare a una ragazza di uscire, o di poter seguire una delle sue passioni.

Come sapete io ho fatto diversi viaggi da sola, e ho spesso parlato dei pro e dei contro. Non è affatto una cosa facile viaggiare da soli: l’itinerario va pensato e studiato in ogni minimo dettaglio, perchè puoi contare solo su te stessa, e soprattutto devi tenere sempre la mente accesa. Come ho detto tante volte, io viaggio da sola per arricchirmi e conoscere nuovi posti e culture. Molto spessoa sono stata considerata strana, o guardata male. Chi mi conosce sa bene che non vado a cercarmi guai nè per la mia città, nè in giro per il mondo, e nei miei viaggi niente è dato dal caso, a volte programmo anche i piani B. Forse la mia preparazione nei viaggi da sola è anche troppo dettagliata, ma preferisco che niente, o almeno il minimo sia dato dal caso.

Tornano a noi viaggiatori solitari: siamo delle bellissime “mosche bianche” che per scelta, e non per dovere, hanno deciso di prendersi un po’di tempo per conoscere se stessi e il mondo. Sono esperienze sicuramente da provare, prima di tutto per conoscersi, ma come ho già detto e ripetuto, una persona deve sentire da dentro che è il momento giusto per provare questa esperienza, e valutare la meta adeguata.

Tra i vari commenti che ho avuto sui miei social mi sono piacevolmente stupita di tanti viaggiatori solitari, non solo donne, ma anche uomini. Non penso che le cose cambino molto: probabilmente un uomo verrà visto meglio di una donna se viaggia da solo, ma i pro e i contro rimangono gli stessi.

Purtroppo gli imprevisti succedono ovunque e a chiunque, non solo alle ragazze che decidono di viaggiare da sole. Un po’ di rispetto, per favore. E’ solo stata sfortunata nel trovarsi nel posto sbagliato.

E’ triste tutto questo per tutti noi viaggiatori, ma voglio dire una cosa:IO CONTINUERO’ A VIAGGIARE, DA SOLA, E IN GRUPPO, ma niente fermerà questa passione!!!

Voi cosa ne pensate?

Vostra Ingegnererrante arrabbiata

2 maggio 2018: un anno da Ingegnererrante

Esattamente un anno fa era online per la prima volta il blog dell’Ingegnererrante. Tante cose sono cambiate in un anno. Forse ho speso sempre troppe poche parole sul perché del blog, e cosa è successo in questi 365 giorni. Non sono arrivata subito alla scelta del blog: sono partita dalla semplice carta e penna, per poi passare online, prima sui social e poi sul web.

Partiamo dall’inizio: diario di bordo

Chi mi conosce sa che quando parlo dei miei viaggi: potrei rischiare di fare monologhi lunghissimi, su tutto ciò che ho visto, visitato, letto, quello che mi ha incuriosito e cosa mi è capitato, ma non sempre trovo chi ha voglia di ascoltarmi. Per cercare di non annoiare nessuno, ho deciso di cominciare a scrivere un diario di bordo per i miei ultimi viaggi, il mio fedele quaderno sul quale appuntare qualsiasi cosa degna di nota. E’ un diario ad uso personale, ma spesso al mio ritorno mi serve per tornare con la mente nei posti visitati.

Naturalmente rimango affascinata da chiunque mi parli di un viaggio, appena fatto o che ha in programma. Si tratta di una vera e propria malattia, o ossessione!

Instagram: ItineRanteingegnererrante

Poco prima di Natale 2016, è nato il mio profilo Instagram: ItineRAnte. Il mio proposito era quello di postare almeno una volta al giorno una foto di una delle mie passioni: i viaggi e le opere architettoniche (che avevo visto o che mi piacciono). Nonostante le foto non fossero un granchè (ora le sto migliorando), ho cominciato ad avere fin da subito un buon seguito: questo mi rendeva contenta e mi spronava a trovare nuove foto per i giorni successivi. Tuttavia sentivo che c’era qualcosa che mi mancava: il racconto. Così mi sono convinta: è il momento giusto di aprire un blog.

Il blog: da ItineRAnte a Ingegnererrante

Ho cominciato a informarmi su come si apre un blog, e soprattutto come gestirlo; durante le mie ricerche ho conosciuto Silvia Ceriegi, che proprio in quel periodo avrebbe tenuto un corso a Pisa sul blogging. Mi iscrissi, e con molta timidezza mi ritrovai in una sala con Silvia e altre bloggers, molto più avanti di me, che mi dettero tanti consigli per cominciare. Mi ricordo quel caldo sabato di aprile come se fosse ora: mille pensieri, mille idee e contraddizioni, ma tanta voglia di partire.

Per prima cosa abbandonai il mio caro ItineRAnte, di cui ero tanto fiera, e decisi che il nome giusto per il mio blog sarebbe stato Ingegnererrante. Era il mio blog, in tutto e per tutto, compreso il nome, frutto delle mie due anime, quella razionale, da Ingegnere, e in ogni caso sempre errante, vagante. Perché anche quando non sono in viaggio, sono comunque in cerca di infomazioni, dettagli su posti che mi piacerebbe visitare.

Poi, sul treno di ritorno a Lucca, comiciai a immaginare il logo: doveva essere presente un tecnigrafo, una mappa del mondo, e in qualche modo dovevo essere presente anch’io.

LogoDefinitivo

Pensai poi ai temi da trattare: sicuramente i viaggi e le opere architettoniche, ma c’era ancora un tema che mi stava a cuore: il viaggiare da soli. Negli ultimi anni sono stata vista come “asociale” dai miei amici, perché spesso sono partita da sola o con viaggi di gruppo, dove non conoscevo nessuno fino al momento di imbarcarmi sull’aereo. Sinceramente i miei viaggi in solitaria, senza il mio solito gruppo di amici, sono stati bellissimi, mai malinconici e ho riscoperto il gusto di viaggiare.

Per questo ho voluto mettere anche questo tema nel blog: viaggiare da soli non è una necessità,ma un piacere.

2 maggio 2017: Ingegnererrante è online

Dopo notti insonni a organizzare le pagine del blog, i colori, i temi e tutto ciò che doveva essere presente, il 2 maggio l’Ingegnererrante va online con i primi due articoli: il primo su L’Avana e il secondo sulle Mura di Lucca. Tanti commenti, soprattutto dei miei amici, alcuni stupiti di questa mia ennesima follia, altri, che conoscendo i miei monologhi sui viaggi, hanno capito il mio bisogno di raccontare.

Cos’é la SEO? E il Piano Editoriale?

Naturalmente, da smanettona perfezionista quale sono, nella ricerca del blog migliore da creare, mi sono imbattuta in temi molto importanti, come la scrittura per web, la SEO, il piano editoriale e tanto alto. Così la sera mi ritrovavo non solo a scrivere nuovi post da inserire nel blog, ma anche a studiare queste tecniche di marketing, argomentio che trovavo interessantissimi.

Piano piano ho cercato di mettere in atto queste tecniche e di prevedere un piano editoriale: tre pubblicazioni la settimana era buono per un blog appena online, ma in verità questa costanza è durata ben poco.

Durante l’estate ho continuato i miei studi serali, per rendere il mio blog più visibile e curare di più anche i miei profili social. Qualcosa stava cambiando: questi temi mi stavano appassionando sempre di più, e avevo sempre meno sproni nel continuare quello che avevo fatto finora.

Nel frattempo il primo blogtour in Val d’Orcia, che mi ha permesso di mettermi in gioco come blogger in erba, in mezzo a tanti altri blogger.

Settembre

Settembre è stato un mese decisivo: con non poche titubanze, ho sentito che era il momento di CAMBIARE. Ho cominciato a informarmi e mi sono imbattuta nella soluzione: un Master in Digital Marketing, che si sarebbe svolto a Prato da Novembre. Presi tutte le informazioni, andai all’Open Day, e ne uscii sempre più convinta. Non è stato facile accettarlo, ma sentivo che quello che stavo facendo non mi soddisfava più. La passione che avevo, si era spenta, e la ritrovavo studiando tecniche di digital marketing.

Il Master e l’Ingegnererrante

Quando parlo del Master tutti mi dicono che cambio faccia, e sorrido: era quello che avevo perso ultimamente. Non è stata una strada facile, anzi piuttosto in salita, ma ogni volta uscivo sempre più motivata sulla scelta fatta. Questo però mi ha fatto rallentare su altro, non riuscivo a scrivere per il blog: a volte mi sono proposta almeno un post alla settimana, e sono riuscita a non rispettare neanche quello. E’ stato però un periodo buono per “sperimentare” quello che stavo imparando, e aggiustare quello che avevo già fatto.

Una volta fatti gli esami, è arrivato lo stage, ovvero la “prova del nove” che tutte le scelte degli ultimi mesi erano giuste. Ho svolto le 100 ore stage in un’azienda farmaceutica della mia zona: poco tempo a disposizione, ma ho cercato di dare il massimo, per mettere a frutto tutto ciò che avevo imparato. Fin dal primo giorno ho ritrovato la passione che ormai nel mio lavoro avevo perso: FINALMENTE!

Il 13 aprile si è concluso il Master, un percorso che mi fatto crescere e maturare le mie decisioni. Ho anche ritrovato la curiosità e la passione che ho sempre cercato di mettere in tutto quello che faccio.

Eccomi qui, l’Ingegnererrante dopo un anno: partendo per gioco da una passione fino a stravolgere tutta la vita, per ritrovare la soddisfazione in tutto quello che faccio.

Prometto di essere più costante, naturalmente sempre errando.

Vostra Ingegnererrante