“Il Buon secolo della pittura senese”, il mio primo blogtour

Buongiorno a tutti e buon lunedì! Cosa state facendo? Io a quest’ora sono in macchina, in direzione Montepulciano (Siena) per il mio primo blogtour. Emozionata? Spaventata? Entrambe le cose: penso che faccia parte del gioco, giusto? Vi risponderò martedì sera, quando sarò di ritorno.



Tema del blogtour

Il tema del blogtour è “Il buon secolo della pittura senese”, una mostra che si svolge in tre città fantastiche del territorio senese della Val di Chiana e della Val d’Orcia: Montepulciano, Pienza e San Quirico d’Orcia. Il Blogtour dura due giorni: oggi lunedì 7 agosto visiteremo Montepulciano, mentre domani, 8 agosto, la giornata sarà dedicata a Pienza e San Quirico d’Orcia.

Partiremo con la visita da Montepulciano al Museo Civico Pinacoteca Crociani, mentre il martedì continueremo la visita della mostra itinerante a Pienza al Conservatorio San Carlo Borromeo e infine San Quirico d’Orcia al Palazzo Chigi Zondadari.

Oltre alla mostra

Nel frattempo visiteremo le bellezze di queste terre senesi: lunedì andremo in una cantina monumentale dove invecchia il Vino Nobile di Montepulciano, mentre martedì con una bicicletta elettrica andremo a Monticchiello, borgo conosciuto per il Teatro Povero. Continueremo poi con la visita a un Caseificio nei pressi di Pienza per degustare il pecorino, tipico della zona, mentre a San Quirico d’Orcia sosteremo alla Quercia delle Checche, il primo albero riconosciuto come bene naturale.

Ebbene si, questi due giorni saranno belli impegnativi, ma sono sicura che ne usciremo soddisfatti, io per prima. I posti già li conosco, e li adoro, ma visitarli in questa veste sarà diverso e sicuramente emozionante.

Mi raccomando, seguitemi su Instagram e Twitter, cercherò di fare tante foto e stories per farvi partecipare anche voi a questa esperienza.

Vi aspetto poi al mio ritorno, per un bel post, per raccontarvi di questi due giorni.

Buon lunedi’,e continuate a seguirmi!

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Il Parco Guell a Barcellona

Cosa vedere al Parque Guell a Barcellona

Qualche settimana fa ho parlato del Parque Guell di Barcellona come fonte di ispirazione per l’ideazione del Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle a Capalbio in Toscana (se non hai ancora letto il post, clicca qui).

Il Parque Guell fu ideato dall’architetto Antoni Gaudi, massimo esponente del modernismo catalano, secondo l’incarico dell’impresario Eusebi Guell. Fu costruito fra il 1900 e il 1914, e inaugurato come parco pubblico nel 1926. Ha un’estensione di 17,18 ettari, e si trova nella parte superiore di Barcellona, sul versante meridionale della collina El Carmel. Nel 1984 diventa come Patrimonio dell’Umanità. Si tratta si un giardino comunale, ma per accedere alla parte monumentale occorre pagare un biglietto d’entrata.



L’idea era quella di creare un parco-giardino all’inglese, dove era possibile rilassarsi davanti al bellissimo panorama di tutta Barcellona. Venne anche considerata al suo interno una zona residenziale, con 60 case circa, ma questa parte non fu mai edificata, per mancanza di interesse da parte dei compratori. Ne venne giusto costruita una a titolo dimostrativo, che fu comprata dallo stesso Gaudi’, e oggi è diventata la sua casa-museo.

Passeggiata per il Parque Guell

Sicuramente una delle cose che vi rimarrà in mente del parco sono i colori, le tessere variopinte, i pinnacoli e le sculture in calcestruzzo che rappresentano animali fantastici. Gaudì cercò di mantenere l’andamento naturale della collina, infatti al Parco si accede dopo una lunga e ripida salita, e si raggiungono due case, con i tetti a forma di fungo, e le cupole molto colorate. Sembrano le case di marzapane di Hansel e Gretel.

Sulla scalinata inoltre non potrete non notare la salamandra colorata, decorata con ceramiche e vetri rotti. Anche senza visitare il parco,sono sicura che avete in mente l’immagine di questa salamandra variopinta, vero?

Proseguendo troverete la Sala delle 100 colonne, in stile dorico (in veritò sono 86), che sostengono la terrazza. Molto bello è il soffitto, decorato con simboli religiosi , mitologici e astrologici, quindi, consiglio mio, alzate il naso in su!

Infine la Terrazza Panoramica, con una panchina variopinta con tesserine a mosaico , dalla quale è possibile avere una splendida vista su Barcellona. Questa panchina segue l’andamento di una serpentina lunga 150 metri, ed è rivestita di ceramica. Questa panchina fu realizzata dall’architetto Josep Maria Jujol, che spesso ha collaborato con Gaudi’

Casa di Gaudì

All’interno del Parque Guell è presente anche la casa museo di Gaudi, dove l’architetto catalano ci abitò dal 1906 al 1926. Al suo interno è possibile vedere il guardaroba, il letto, gli effetti personali e inoltre tutti i materiali variopinti utilizzati per la costruzione non solo del parco, ma anche della Casa Batlò e della Pedrera.

Come arrivare

Il modo più facile per raggiungere il Parqie Guell è l’autobus, che partono da diversi punti di Barcellona. Ad esempio, il numero 24 parte da Placa de Catalunya o Passeig de Gracia,e porta proprio all’ingresso del Parco.

Per quanto riguarda la metropolitana, la fermata più vicina è Lesseps o Vallcarca: da quest’ultima stazione ci sono delle scale mobili che portano all’ingresso.

Biglietti

Il biglietto singolo costa 7 euro (anno 2017), per i bambini fino a 6 anni è gratis, mentre dai 7 ai 12 anni e per gli over 65 il costo del biglietto è 4,90 euro. E’ possibile prenotare online i biglietti cliccando qui

Voi avete visitato questo parco? VI piaciuto? Dite la vostra

IngegnerErrante

Se vuoi leggere altri articoli sulla Spagna, clicca qui per il post su Toledo, e qui per quello sulla città delle arti e delle scienze di Valencia

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News per agosto





Buongiorno a tutti, volevo avvisarvi che per il mese di agosto il piano editoriale sara più blando.
Questo perché prenderò una pausa di ricarica e studio per potervi portare novità a settembre.
Per questa settimana, come sempre, usciranno i tre articoli come da piano editoriale.
Naturalmente non vi lascio soli: su Facebook vi riproporrò ogni giorno un post già pubblicato, per poterlo leggere o rileggere, e su Instagram sarò comunque sempre presente.
Non mi resta che augurarvi buon agosto, e buona lettura!

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I cinque musei gratuiti da vedere a Londra

Quali musei gratuiti vedere a Londra?

Chi mi conosce personalmente o mi segue sul web, già sa il mio amore per la Gran Bretagna, e soprattutto da Londra, dettato sia dalla presenza di parte della mia famiglia, che dalle varie volte che l’ho visitata.
Londra offre tantissime cose, ma stavolta parlerò dei musei, e in particolare quelli gratuiti, che ho amato di più nella capitale, e che secondo me meritano la visita.



British Museum

Si tratta del museo pubblico più antico del mondo, e raccoglie dalle prime incisioni sulla pietra dell’era preistorica, fino ai dipinti del XX secolo. Ha una facciata maestosa, lunga 123 m e con una galleria con 44 colonne in stile ionico. Sicuramente da non perdere in questo museo sono la Stele di Rosetta, proveniente dall’antico Egitto, che ha permesso di decifrare i geroglifici. Infatti sulla tavoletta in basalto nero sono riportate le iscrizioni in tre lingue:geroglifico egiziano, demotico e greco. un’altra sala molto importante del British è sicuramente quella dei resti dell’Acropoli di Atene, fra cui le sculture del ftontone del Partenone, qualche colonna, una Cariatide, e altre opere appartenenti al momumento greco.

Il museo si trova in Great Russel Street, facilmente raggiungibile con la metropolitana, fermata Tottenham Court Road, Russel Square. Per maggiori informazioni clicca qui

National Gallery

E’ una delle più prestigiose pinacoteche presenti al mondo, con opere d’arte dal XIII al XIX secolo.In questa galleria possiamo trovare da Giotto, Leonardo Da Vinci, Caravaggio, Raffaello, Turner, Rembrandt, Renoir, Van Gogh, Velazquez e tanti altri. Sicutamente i punti forza di questa galleria sono i dipinti della pittura olandese, spagnola,e del Rinascimento Italiano. Solitamente la galleria ospita delle mostre speciali a pagamento molto interessanti.

Il museo si trova nella centralissima Trafalgar Square, raggiungibile con la metropolitana, fermata Charing Cross o Enbankment,. Per maggiori informazioni clicca qui

Tate Modern Museum

E’ il museo nazionale britannico di arte moderna e contemporanea. Si trova sulla riva del Tamigi e la sua forma deriva dalla sua precedente funzione: prima era una centrale elettrica. Si tratta di una delle gallerie d’arte più all’avanguardia del mondo. La struttura in sè è un’opera d’arte, affascinante è la ciminiera di 99 metri e la Turbine Hall (sala macchine), che oggi è l’ingresso principale da Holland Street. All’interno si possono trovare opere di Picasso, Matisse, Dali, Matisse, Van Gogh, tanto per citarne alcuni. Molto interessanti, anche in questo caso, le mostre temporanee a pagamento.

E’ possibile arrivarci a piedi attraversando Millennium Bridge; per quanto riguarda la metropolitana, le fermate più vicine sono: Southwark, Blackfriars e St Paul. Per maggiori informazioni clicca qui

Victoria & Albert Museum

Si tratta di un museo di arti decorative, con oltre 2000 oggetti provenienti da ogni parte del mondo. E’ possibile trovare mobili, dipinti, sculture, tessuti e abiti. Un museo particolare, tutto da scoprire.In  questo museo non solo vengono fatte anche mostre temporanee, ma conferenze, manifestazioni e altri eventi molto importanti.

Il Victoria & Albert Museum si trova a South Kensington, facilmente raggiungibile anche con la metropolitana, fermate South Kensington, Knightsbridge o Gloucester Road. Per informazioni clicca qui

Natural History Museum

Si tratta di un mesueo di tutt’altro genere, ma non per questo meno interessante. Molto interessanti sono le mostre interattive. Inoltre, molto interessanti sono la sala dei dinosauri, quella dei mammiferi, e nella Central Hall uno dei simboli del museo: lo scheletro del Diplodocus. Molto interessante è anche la visita al Cocoon, con un tour audioguidato, che permette di vedere tanti esemplari e gli scienzati all’opera. Anche in questo museo sono presenti mostre temporanee ed eventi molto importanti.

Questo Museo si trova in Cromwell Road, nei pressi della Victoria & Albert Museum; per arrivarci con la metropolitana le fermate più vicine sono Gloucester Road e South Kensington. Per informazioni clicca qui

Voi avete visitato questi musei gratuiti londinesi? Quale vi è piaciuto di più?

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Se vuoi leggere altri articoli su Londra clicca qui per la collina di Primrose Hill, o qui per sapere come pianificare un viaggio in Gran bretagna

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Viaggi da sola? Si? No? Perché?

La mia esperienza di viaggio. E la vostra?

E’ qualche giorno che ho in mente di scrivere questo post, perché è una domanda che mi viene posta spesso: “perché viaggi da sola?” ” Non ti annoi?” ” Non hai paura?” “Devi avere un carattere estroverso per fare questo”.

Ebbene: non è questione di carattere, chi mi conosce personalmente lo sa che all’inizio sono una persona introversa, osservatrice e preferisco ascoltare invece di parlare. Poi quando sono a mio agio naturalmente cambio, e a volte parlo anche troppo!😄




Quello che spesso mi spinge a viaggiare, anche da sola, e’ la curiosita’ di conoscere nuovi posti e culture. Quindi, quando mi metto un testa una meta, naturalmente raggiungibile, non mi faccio troppi problemi o paranoie nel partire, per soddisfare le mie curiosità, i miei mille perchè, e le mie foto digitali che posso fare e rifare all’infinito, finchè non sono soddisfatta.

Quando parlo di ” nuovi posti”, non bisogna per forza pensare a mete lontane, al di là del mondo, ma spesso il nostro territorio offre delle ricchezze che spesso neanche conosciamo.

Viaggio nel DNA

Il viaggio penso di averlo proprio nel DNA, a partire dai miei nonni, per passare ai miei genitori, che a 12 anni mi hanno permesso di prendere il primo aereo da sola ( con la hostess che mi controllava ogni secondo) per andare a Londra dai miei zii. Magari ora è una cosa normale, responsabilizzare i bambini fino dai piccoli, ma quando i miei genitori mi hanno dato questa possibilità, eravamo in pochi.

Per non parlare della scelta delle scuole superiori: Liceo Scientifico con indirizzo linguistico, ok materie scientifiche, ok tre lingue, ma soprattutto la scelta è stata dovuta ai gemellaggi con le scuole straniere. Quando nel programma di studio ho visto questa possibilità, non ho avuto dubbi sulla mia scelta.

Di esempi ne potrei fare tanti, su quanto il tema del viaggio sia presente nella mia vita.

Quindi, sia da sola che accompagnata da famiglia, amici, fidanzati, o chissà cosa mi riserverà il futuro, non rinuncerò mai alla bellezza del viaggio, che sia anche a 1 km da casa.

Per non parlare dei “viaggi di testa” che faccio su Internet, per scoprire posti nuovi è ancora a me sconosciuti.

Bene, ho parlato anche troppo, ora tocca a voi, che tipo di viaggiatori siete?

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Chiesa dell’Autostrada di Giovanni Michelucci

Chiunque abbia percorso l’autostrada del Sole, o A1, non può non aver notato nei pressi di Campi Bisenzio (Firenze), allo svincolo con l’autostrada A12 Firenze-Mare (esattamente Firenze Nord), la Chiesa di San Giovanni Battista, denominata anche Chiesa dell’Autostrada.

Opera simbolica e spirituale

Venne realizzata dall’architetto pistoiese Giovanni Michelucci fra il 1960 e il 1964, per ricordare i morti sul lavoro per la costruzione dell’Autostrada del Sole. Fu scelto lo svincolo di Firenze Nord perché è a metà strada tra Milano e Roma, le principali città unite da questa autostrada. Viene considerata anche la “parrocchia per viaggiatori”, un luogo per una sosta spirituale, per tutti i pellegrini di qualsiasi razza, età e religione. Questo simbolismo viene anche ripreso nell’architettura della chiesa, come dirò in seguito.

L’edificio

Il primo progetto fu affidato all’ Ingegnere Lamberto Stoppa, ma a causa dei giudizi negativi della Soprintendenza dell’Arte Liturgica, fu sostituito da Michelucci nel 1960. Quel che l’architetto pistoiese riprese dal progetto originale fu l’impianto longitudinale, il battistero interno, ma in un edificio separato, e le iconografie commissionate agli artisti, provenienti da tutta Italia. Queste opere, per essere meglio visionate dai fedeli, vennero disposte in un grande nartece (portico), che aveva sia la funzione di ingresso alla Chiesa e al Battistero, che quella di galleria come sede dei bassorilievi raffiguranti tutte le città italiane unite dalla nuova autostrada, fra cui Sant’Ambrogio per Milano, San Petronio per Bologna, San Giovanni per Firenze e diversi altri.



L’esterno

Si tratta di un’architettura dinamica, fuori dagli schemi, e altamente simbolica nella forma della tenda, come simbolo di accoglienza del viaggiatore. La stessa architettura è in sè contrastante: la copertura in rame è dinamica, sembra quasi mossa dal vento, mentre il corpo della chiesa è in solida pietra, tipica della zona, e in cemento. Questa idea del viaggio è data non solo dagli elementi architettonici, ma anche dai percorsi attorno alla Chiesa: ogni punto di vista è diverso dall’altro, non ne esiste uno preferenziale.

Chiesa dell’Autostrada-Credits Archweb

L’interno

Lo stesso contrasto si nota anche all’interno della chiesa, con le coperture a tenda, che nonostante siano realizzate in cemento armato danno una grande sensazione di leggerezza, e la solidità dell’aula a croce latina irregolare in pietra. Queste tende sono sostenute da grandi pilastri albero in cemento armato, con i rami che si intrecciano e vanno in ogni direzione.

Interno – Credits Te la do io Firenze

All’interno sono presenti 3 altari: due ai lati, illuminati da piccole feritoie, e uno centrale, con una grande superficie colorata in vetro e ferro, rappresentante Giovanni Battista.

In tutti gli ambienti, sia esterni che interni, possiamo notare l’estrema accuratezza e raffinatezza nelle finiture, nel dettaglio e nella lavorazione dei vari materiali.

Nonostante la chiesa sia posizionata in un punto altamente frenetico, al suo interno si respira un’aria totale di pace e tranquillità, come un distacco che può avere il viaggiatore dalla realtà di tutti i giorni.

Per visitare la chiesa, occorre rivolgersi al custode. Per raggiungerla occorre imboccare il raccordo autostradale Peretola/Firenze-Mare, con indicazione per l’area di servizio Firenze nord/Autostrada del Sole A1: da qui si trovano le indicazioni per arrivare alla Chiesa. Per informazioni clicca qui

Questa chiesa negli anni, come tutte le architetture estremamente moderne, è stata fortemente criticata. Voi da che parte state?

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Cosa vedere nel Parco delle Madonie

Cosa vedere nel parco delle madonie siciliane, fra natura e posti incantevoli.

Qualche settimana fa sono tornata in terra siciliana, ma in un’altra zona e per un altro motivo. L’altra volta stavo festeggiando il mio primo compleanno errante nella sicilia nord-occidentale, e in particolare Trapani e Marsala (clicca qui se vuoi leggere o rileggere il post); questa volta il viaggio è stato in occasione del matrimonio di mio cugino James, che si è sposato a Gangi, antico borgo in provincia di Palermo, ai piedi dell’Etna.



Come arrivare

Da Palermo dista 120 km: occorre prendere l’autostrada A19, direzione Catania, fino all’uscita Irosa. Da qui la strada provinciale SP138, poi la SS290 e infine la SS 120. Una volta abbandonata l’autostrada vi troverete immersi in un paesaggio collinare agricolo. Vi faccio vedere la foto di cosa ho visto io per chilometri e chilometri, per raggiungere la destinazione.

Sembrava di avere fatto un tuffo nel passato, nei racconti del Verga, tanto odiati a scuola, ma che ora spesso rileggo con piacere, assieme a tutta la letteratura italiana.

Fermata a Petralia Soprana

Prima di arrivare a Gangi, passerete dal borgo di Petralia Soprana, veramente incantevole. La cittadina fu fondata come “Petra” dai Sicani delle Madonie, fu in seguito conquistata dagli Arabi e dai Normanni.

Nella parte più alta della città si trova la Chiesa di Santa Maria del Loreto, con la facciata barocca e le sue guglie maiolicate. Da qui si gode di un bellissimo panorama, verso l’Etna e le province di Caltanissetta e Enna.

Girovagando fra le sue stradine strette medioevali, è possibile trovare degli angoli nascosti incantevoli, così come il piazzale della Chiesa madre, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, caratterizzata da un colonnato e due campanili di epoche diverse (uno di epoca normanna, l’altro settecentesco). Molto bello anche l’interno, ma non l’ho potuto vedere,

poichè ho visitato il borgo di sera.

Molto bella è anche la Chiesa di S. Salvatore, l’unica a pianta ellittica, molto probabilmente all’inizio era una moschea nel periodo di dominazione araba,e in seguito è stata consacrata.

Mentre camminate per queste stradine,date un’occhiata anche ai palazzi nobiliari, alcuni un po’ decadenti, ma affascinanti.

Proseguiamo per Gangi

Proseguiamo per la nostra destinazione: Gangi, premiato nel 2014 come Borgo dei borghi, fa parte anche dei Comuni Gioiello d’Italia e dei Borghi più Belli d’Italia. Si tratta di un antico borgo medioevale, interamente ricostruito nel 1300 dopo la distruzione avvenuta nel 1299 durante la guerra del Vespro.

Anche in questo borgo medioevale troverete stradine piccole, con case addossate, chiese con grandi campanili e dei bei palazzi signorili, fra cui Palazzo Sgadari e Palazzo Bongiorno. Sicuramente da visitare è la Chiesa Madre, conosciuta anche per la cripta dei preti morti, e collegata alla Torre campanaria del Venitmiglia, che fa da vesticolo all’ingresso principale dell’edificio.

Poco fuori dal centro si trova il Santuario dello Spirito Santo, un luogo di culto e riflessione religiosa. Molto bello da visitare.

e voi, siete mai stati nel Parco delle Madonie? Cosa ne pensate?

IngegneErrante

Se vuoi leggere altri post sulla Sicilia, clicca qui per l’itinerario della Sicilia Nord-Occidentale, e qui per l’ex Stabilimento Florio della tonnara di Favignana

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Stati Uniti D’America

Gli Stati Uniti d’America sono formati da 50 stati, più un distretto federale, creato nel 1790, per ospitare la capitale Washington.

Per quanto riguarda i documenti, nel caso di viaggi di affari e/o turismo e permanenza minore di 90 giorni, è possibile recarsi negli Stati Uniti senza necessità di visto, ma con il passaporto con validità minima di 6 mesi e l’autorizzazione al viaggio “ESTA”. Per compilare il modulo per questo tipo di autorizzazione, clicca qui .

La valuta utilizzata è il Dollaro statunitense (US $). Al momento (luglio 2017) il cambio è 1 Euro = 1,14009 Dollari Statunitendi. Sono accettate ovunque le carte di credito, sia per il pagamento che per il prelievo di denaro contante agli sportelli automatici.



Le lingue parlata più diffuse sono l’inglese e lo spagnolo.

Il fuso orario va da -6h rispetto all’Italia sulla costa occidentale, fino a -9h rispetto all’Italia sulla costa orientale.

Per quanto riguarda l’elettricità, il volteggio standard è di 110 V/ 240 V, 60 Hz. Le prese sono due tipi diversi_ di tipo A e di tipo B che sono simili tra loro: il tipo A ha solo due contatti piatti, mentre la B ne ha un terzo cilindrico per la terra. E’ consigliabile avere con sè un adattatore.

Per chiamare gli Stati Uniti dall’Italia: comporre lo 001 + il numero del destinatario.
Dagli Stati Uniti verso l’Italia: comporre lo 00 + 39 + il numero del destinatario.

Non è necessario alcun vaccino, in ogni caso consiglio di contattare il sito della Farnesina o la propria Asl di riferimento per aggiornamenti. Consiglio di portare una piccola cassetta di pronto soccorso con le medicine personali e necessarie per il viaggio. E’ consigliabile anche stipulare una assicurazione sanitaria per il viaggio, che preveda oltre alla copertura delle spese mediche, anche l’eventuale rimpatrio aereo sanitario o il trasferimento in altro Paese,

Per quanto riguarda la patente, non in tutti gli stati vige la stessa legge. Controllare qui . 

E’ comunque consigliabile accompagnare la patente italiana a quella internazionale

AM3000 Whitehaven Street, NW
Washington, DC 20008
Tel. 001202  612 4400 – 001 202 612 4411 – 001 202 612 4412
Fax 001202  518.2151/2154
E-mail: washington.ambasciata@esteri.it
Internet: www.ambwashingtondc.esteri.it  AMBASCIATA D’ITALIA a WASHINGTON
:

Se andate a New York, ho scritto anche questo post, sul Solomon R. Guggenheim Museum. Clicca qui per leggerlo

Buon viaggio!!!

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Il Giardino dei Tarocchi a Capalbio

Se questa estate avete intenzione di trascorrere qualche giorno nella Maremma toscana a Capalbio, provincia di Grosseto, dovete visitare il Giardino dei Tarocchi, opera dell’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle. Questo giardino è conosciuto per le sculture degli arcani maggiori dei tarocchi.

Ispirazione a Gaudì

Il giardino prende l’ispirazione dal Parque Guell di Antoni Gaudì a Barcellona e dal Giardino dei Mostri a Bomarzo (Viterbo). Dopo la visita a questi due parchi, Niki de Saint Phalle decise di ideare il Giardino dei Tarocchi nel 1979. Fu terminato nell’estate del 1996; nel 1997 nacque la Fondazione “Giardino dei Tarocchi” per mantenere e conservare l’opera, e infine nel 1998 il giardino è stato aperto al pubblico.




Il Giardino si trova sulla collina di Garavicchio, frazione di Capalbio, e ha un’estensione di 2 ettari fra sculture colorate, in acciaio, vetro e ceramica e specchi. Per l’ideazione di questo giardino, l’artista ha avuto accanto un’équipe di operai specializzati in arte contemporanea, fra cui il marito Jean Tinguely, che ha creato le strutture metalliche e gli assemblaggi semimoventi delle sculture. Inoltre, fra i vari contributi, possiamo parlare anche di Ricardo Menon, collaboratore e amico dell’artista, e Venera Finocchiaro, ceramista romana.

Ingresso principale

Nell’équipe per la costruzione del Giardino dei Tarocchi, si trova anche l’architetto ticinese Mario Botta, che in collaborazione con l’architetto grossetano Roberto Aureli, ha ideato il padiglione di ingresso. Si tratta di un muro di recinzione in tufo di grande spessore, con un’apertura circolare al centro chiusa da una cancellata. Il disegno di questo ingresso viene interpretato dallo stesso architetto Botta come barriera da varcare per avere una “pausa magica” dal mondo reale che sta al di là del muro.

Piazza Principale

Oltrepassato il muro percorreremo una strada sterrata per arrivare alla piazza principale, dove si trova una vasca sovrastata da due figure unite della Papessa e del Mago, che rappresentano i maggiori arcani dei tarocchi, e simboleggiano l’inizio del percorso. La vasca circolare raccoglie le acque che escono dalla bocca della scultura della Papessa, e al centro si trova la Ruota della Fortuna, una scultura meccanica semimovente realizzata da Jean Tinguely.

Dalla piazza, circondata dal verde, partono diversi percorsi che salgono e scendono lungo la collina. Lungo questi percorsi Niki de Saint Phalle ha inciso pensieri, numeri, citazioni, disegni e tanto altro: non è sono un percorso fisico, ma anche spirituale. In particolare, lungo un percorso che sale la collina, si trova la scultura del Sole, come un uccello di fuoco appollaiato su un arco, e il Papa, l’opera più amata dall’artista.

L’albero della vita

Affascinante è la scultura dell’Albero della vita, che al posto dei rami ha le teste dei serpenti, e il tronco è ricoperto dalle iscrizioni e dai disegni dell’artista.

Potrei parlare di tante altre sculture affascinanti, come la Morte, la Temperanza, gli Innamorati e l’Imperatrice, ma non voglio svelarvi altro di questo parco, che racchiude arte, natura e spiritualità.

Se volete avere questa esperienza spirituale nel giardino, cliccate qui per controllare i giorni e gli orari di apertura.

Voi avete visitato questo giardino? Cosa ne pensate?

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Le isole thailandesi da visitare in estate

Ko Tao, Ko Phanghan, Ko Samui

La Thailandia, oltre ad essere conosciuta per Bangkok e i templi, è famosa anche per il mare cristallino. Occorre però stare attenti al periodo in cui trascorrere le vacanze, perché le condizioni metereologiche possono essere avverse.

Nel caso di vacanze invernali, è consigliabile visitare la parte situata sull’Oceano Indiano, come Phuket e la costa delle Isole Andamane. Nel caso, invece, di vacanze estive, occorre preferire le isole del Golfo della Thailandia: le più famose sono Ko Tao, Ko Phanghan e Ko Samui.




Visto che siamo in periodo estivo e che le ho visitate, vi parlerò proprio di queste isole, di una bellezza disarmante.

Ko Tao

Ko Tao, l’isola delle tartarughe, è la più selvaggia  e la più piccola fra le tre isole. E’ il paradiso di chi fa immersioni e snorkeling per i bellissimi fondali e i pesci variopinti che si possono vedere, fra cui: cernie, murene, pesci pagliaccio, pesci angelo e tante altre specie. Sicuramente da non perdere è l’escursione al Parco Marino di Ang Thong, con grandi barriere coralline e possibilità di snorkeling. Inoltre è possibile fare anche un’escursione a piedi, che porta in un punto panoramico straordinario, da cui è possibile avere la vista di tutte le isole frastagliate nella vicinanza. La salita è impegnativa, ma fattibile. Un’altra escursione interessante nel parco è quella all’Emerald Sea, il lago di smeraldo, chiamato così per il suo colore verde menta.

Da fare è anche l’escursione a Ko Nang Yuang: tre isolette unite da lingue di sabbia bianca.

Ko Phanghan

Lasciando la piccola Ko Tao, passiamo a Ko Phanghan, l’isola dai mille volti. DI giorno, è un luogo tranquillo e isolato, dove è possibile godere il relax della vacanza. Vi consiglio di conoscere anche la vita notturna dell’isola, e in particolare il Full Moon Party o l’Half Moon Party.

Io ho partecipato all’Half Moon Party, e devo dire che è stata un’esperienza imperdibile, vestita e truccata fluo, a ballare e a cantare nella giungla assieme ad altre migliaia di persone. Se ne sentono dire tante su queste feste: il consiglio che posso dare è quello che con la dovuta attenzione, non ci sono problemi di divertirsi e godersi la festa. Controllate subito se le date coincidono con la vostra permanenza a Ko Phanghan (clicca qui per il Full Moon Party e qui per l’Half Moon Party).

Ko Samui

L’isola di Ko Samui è la più conosciuta e frequentata dai turisti, la terza isola più grande di tutta la Thailandia. E’ conosciuta anche come “Coconut Island”, per la quantità di palme presenti. La vegetazione e le spiagge di sabbia finissima sono veramente eccezionali, e foreste pluviali rigogliose. Le spiagge più frequentate sono quelle di Chaweng e Lamai, sulla costa orientale. Molto belle sono anche le cascate di Na Muang e Hi Lat. Essendo fra le tre l’isola più frequentata, è conosciuta anche per la sua vita notturna e i suoi locali alla moda. Da non dimenticare anche i templi buddisti, in particolare il Big Buddha Temple.

Che dire, mi è venuta nostalgia di queste isole thailandesi. Voi ci siete stati?
Se state pianificando un viaggio nelle isole thailandesi, leggi anche i consigli di viaggio per la Thailandia cliccando qui

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