Dove dormire in Val d’Orcia e Val di Chiana

Dopo aver parlato della mostra sulla buona pittura senese (qui) e le attività da fare in val d’Orcia e val di Chiana (qui), oggi vi propongo tre sistemazioni dove poter dormire. Si tratta di sistemazioni una diversa dall’altra, quindi a voi la scelta.

Palazzo Trecci Tombesi (Montepulciano)

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Partiamo da dove ho soggiornato io durante il blogtour: Palazzo Trecci Tombesi a  Montepulciano. Si tratta di un palazzo storico nel centro di Montepulciano, appartenuto alla nobile famiglia Trecci Tombesi. Ogni ambiente è affrescato, ci sono otto camere doppie con servizi privati, grandi saloni con un pianoforte e l’albero genealogico della famiglia,e la cucina (utilizzabile) con un gran camino. Se volete passare una notte ” da nobile”, vi consiglio di alloggiare qui! Ogni camera ha il nome di uno della famiglia Trecci Tombesi: io ho dormito nella camera della Contessa Giannina.

Camera Contessa Giannina

Nelle prossimità del palazzo si trova un parcheggio gratuito, dove è possibile parcheggiare la macchina.

Palazzo Bandino (Chianciano Terme)

Palazzo Bandino- Credits www.palazzzobandino.com

L’azienda agrituristica Palazzo Bandino si trova a due chilometri da Chianciano Terme, circondata da vigneti secolari. Se cercate una fattoria, un’oasi di pace e relax, questo è il posto giusto. L’agriturismo dispone di 9 appartamenti, un vigneto e l’orto bio, una grande piscina e un ristorante che serve prodotti locali. All’interno del Palazzo Bandino si trova un’area spa e relax, il centro benessere Sensi Divini, dove è possibile provare dei trattamenti al vino rosso e all’olio d’oliva, unici nel suo genere (questa volta non ho avuto il tempo di provare, ma ci tornero’.



Casa Letizia (Pienza)

Nel corso principale di Pienza l’agenzia Halldis, specializzata in affitti brevi, ci ha proposto la visita di due dei suoi appartamenti. Di cosa si tratta? Halldis seleziona appartamenti di prestigio nelle località più richieste, per dare l’opportunità agli ospiti di sentirsi sempre a casa. Questi appartamenti si trovano a Milano, Firenze, Parigi, Roma, Bruxelles, e da poco tempo anche nelle colline della val d’Orcia e Val di Chiana.

Questi appartamenti si trovano sul corso Rossellino, davanti al Palazzo Piccolomini, all’interno di un palazzo storico, certificato dalle Belle Arti di Siena. Gli appartamenti sono dotati di tutti i comfort, e sono accuratamente arredati.

Dopo aver scelto dove dormire tra le tre proposte indicate, cosa aspettate a passare qualche giorno fra le splendide colline senesi?

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Turismo sostenibile e enograstronomico in Val d’Orcia e Val di Chiana? Si, e’ possibile

Buongiorno erranti!!! Dopo aver parlato delle bellezze della Val d’Orcia e della Val di Chiana e della mostra “Il buon secolo della pittura senese” (se non avete letto il post, cliccate qui), oggi vi parlo di altre attività possibili sul territorio, provate durante il blogtour organizzato da Valdichiana Living.

Turismo sostenibile: biciclette elettriche

Bicicletta Elettrica

Per me è stata la prima volta in bicicletta elettrica, e a parte la titubanza dei primi secondi, devo dire che mi sono divertita molto. Si tratta di biciclette elettriche con pedalata assistita, che permettono ai turisti di passare da un borgo all’altro con questo mezzo molto divertente,e accessibile a tutti. Con il noleggio della ebike viene dato anche il casco e uno smartphone con sistema GPS con i vari itinerari da poter seguire.

4 bloggers fra le colline della Val d’Orcia

Noi, accompagnati da Berardino di Urbanbikery e Maria di Valdichiana Living, abbiamo percorso il tratto da Montepulciano a Pienza, passando per Monticchiello, un borgo medioevale famoso per il Teatro povero. Sono stati 20 km (e ripeto..VENTI!!) veramente divertenti, in mezzo alle dolci colline senesi con paesaggi da favola. Consiglio questo tipo di esperienza, è accessibile a tutti, molto divertente, e permette di vivere un turismo sostenibile grazie alla bicicletta elettrica. Per maggiori informazioni e prenotare la vostra bicicletta cliccate qui, da Urbanbikery a Montepulciano.

Insegna Urbanbikery

Turismo enograstronomico

La Val d’Orcia e la Val di Chiana sono conosciute anche per il turismo enogatronomico: sarebbe un dispiacere non parlarne!

Ingresso Cantina del Redi

Durante il blogtour abbiamo visitato la Cantine del Redi (o cantina dei Ricci). Entrando da via Ricci è possibile visitare le cantine, e la “Cattedrale”, chiamata così per le sue tre navate longitudinali, le arcate a tutto sesto e le crociere a volta, che ricordano una vera e propria cattedrale romano-gotica. Il tutto è circondato da botti, che poggiano su un suolo tufaceo, che permette una buona ventilazione e mantenimento del vino a una temperatura e umidità costante durante tutto l’anno.

Cattedrale del Vino Nobile di Montepulciano

Naturalmente dopo la visita alla cantina, abbiamo degustato i vari vini prodotti, fra cui il vino Nobile di Montepulciano. I proprietari, Enrico e Antonella, ci hanno accolti in modo molto piacevole, e fra un discorso, un aneddoto e una degustazione, abbiamo trascorso una bella oretta di tempo con loro. Per maggiori informazioni sulle Cantine dei Redi, cliccate qui.

Vino Nobile di Montepulciano

Naturalmente non poteva mancare la parte del cibo, e particolarmente del pecorino. In particolare noi siamo stati all’azienda agricola Pianporcino di Pienza, l’unica con allevamento, trasformazione e vendita diretta del famoso formaggio. All’interno dell’azienda agricola è presente una sala dove è possibile degustare i dieci tipi di pecorino: dal meno forte a quelli più sofisticati. Naturalmente anche il dessert era di formaggio: ricotta con zucchero e miele.

Menù degustazione

La degustsazione di formaggi è accompagnata da anche da affettati e da un ottinmo vino della Val d’Orcia. Io sono un’appassionata di formaggi, e devo dire che ho avuto difficoltà a decidere quale mi era piaciuto di più, praticamente tutti!  Se volete prenotare la degustazione, o avere informazioni, cliccate qui.

Degustazione dei vari tipi di formaggio Pecorino, prodotti dall’azienda agricola

Fra qualche giorno vi parlerò di dove dormire in val d’Orcia e Val di Chiana: tre soluzioni particolari, e diverse dal solito. Seguitemi ! Vi lascio con la foto della strada più bella e panoramica di tutta la Val d’Orcia, con le sue dolci curve e i suoi cipressi. 

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Mostra “il Buon secolo della pittura senese” e il territorio della Val D’Orcia e Val di Chiana Senese

In questo mese ho partecipato al mio primo blogtour nei territori della Val d’Orcia e Val di Chiana senese assieme ad altri bloggers: Elisa di Girandolina con il marito Alessio, Silvia di Ti consiglio un posticino e Mangia Prega Scrivi e Flavia di Visittuscany. Il tour, organizzato da Valdichianaliving, aveva lo scopo di promuovere la mostra d’arte “Il buon secolo della pittura senese”, e assieme ad essa, il suo bel territorio.

Mostra “Il buon secolo della pittura senese”

Si tratta di una mostra itinerante fra i comuni di Montepulciano, San Quirico d’Orcia e Pienza. Nella descrizione delle sedi espositive seguirò il senso cronologico della mostra: dal Manierismo di Beccafumi a Montepulciano, continuando con Sodoma e Riccio a San Quirico d’ Orcia  fino alla luce caravaggesca di Rustichino a Pienza, dagli inizi del Cinquecento fino alla metà del Seicento. Oltre a queste opere, provenienti da collezioni pubbliche e private, ne sono presenti anche altre, molto significative per capire il contesto artistico di questo periodo di pittura senese.

Bloggers con ValdiChiana Living e l’assessore Franco Rossi di Montepulciano

Montepulciano

Montepulciano si trova nella Val di Chiana senese: in mezzo a un bellissimo paesaggio collinare si trova il centro storico della città, con i palazzi rinascimentali, per poi arrivare alla piazza principale, Piazza Grande, dove l’ influenza fiorentina e’ ben evidente. Consiglio di salire sopra la torre del Palazzo Comunale, dalla quale si gode un bellissimo panorama. Affascinante è anche la Chiesa di San Biagio, ai piedi di Montepulciano, circondata da un grande prato.

Palazzo Comunale di Montepulciano

Panorama dalla Torre del Palazzo Comunale

La sede espositiva della mostra si trova al Museo Civico Pinacoteca Crociani; con noi era presente uno dei curatori della mostra: Roberto Longi. Partendo dalla Sant’Agnese Segni, opera giovanile di Beccafumi, già presente nel Museo Civico di Montepulciano, e dai vari documenti e testimonianze, l’esposizione suscita un grande interesse sulla vita del giovane pittore, sulle sue influenze e rapporti artistici. Sono presenti anche diverse opere di altri pittori dell’ambiente artistico senese  di inizio 500, fra cui Sodoma, Fra’ Bartolomeo, Girolamo Genga e tanti altri.

Ingresso Museo Civico di Montepulciano

Sant’Agnese Segni, di Domenico Beccafumi

San Quirico D’Orcia

San Quirico d’Orcia è conosciuta fin dai tempi antichi per il passaggio della via Francigena. Si trova all’interno di una cinta muraria, tipicamente medioevale, divisa dalla via principale, via Dante Alighieri. Molto bella è la Collegiata dei Santi Quirico e Giuditta, una chiesa romanica con elementi gotici e barocchi. Da vedere è anche la Chiesa di San Francesco, dove al suo interno è possibile ammirare la statua della Madonna in terracotta di Andrea della Robbia.

Collegiata dei Santi Quirico e Giuditta a San Quirico d’Orcia

Proprio accanto alla Collegiata si trova Palazzo Chigi Zondadari, sede espositiva della mostra e del Comune di San Quirico. In questa sede viene analizzato il periodo del tardo Cinquecento, inizio Seicento, partendo dall’opera di Bartolomeo Neroni, detto il Riccio, La Madonna col Bambino e i santi Leonardo e Sebastiano, conservata nell’ Oratorio della Misericordia di San Quirico d’Orcia. Il percorso espositivo è fondato principalmente sulle opere di Sodoma, artista adulto, e di Riccio, e anche in questo caso il contesto artistico non viene dimenticato: sono presenti anche maestri come Giorgio di Giovanni, Giomo del Sodoma e Marco Pino.

Palazzo Chigi a Montepulciano

Madonna con bambino e i santi Leonardo e Sebastiano

Pienza

Pienza, chiamata la “città ideale del Rinascimento”. La sua storia è strettamente legata a  Enea Silvio Piccolomini, che nel 1458 divenne Papa Pio II. Il Pontefice dette incarico all’architetto Bernardo Rossellino di trasformare il borgo natio in una città tipica rinascinamentale. In solo tre anni vennero realizzati palazzi bellissimi ed armoniosi, e la città aveva un senso di razionalità degli spazi e del decoro, ben lontano dal disordine dell’antico borgo medioevale. In piazza Pio II sono presenti la Cattedrale dell’Assunta, di stile rinascimentale toscano e il campanile di forma ottagonale, Palazzo Piccolomini,e il Palazzo Pubblico, con uno spendido loggiato. Questa armonia degli spazi si trova anche nei colori della piazza: gli edifici sono tutti in travertino, con il tipico color miele.

Pienza

Cattedrale dell’Assunta a Pienza

La sede espositiva di Pienza si trova al Conservatorio San Carlo Borromeo, dove nella chiesa a lato è presente una bellissima pala di Francesco Rustici, detto il Rustichino, che rappresenta la Madonna con il Bambino e i santi Carlo Borromeo, Francesco, Chiara, Caterina e Giovanni Battista.

L’esposizione è interamente dedicata al Rustichino, e ad accompagnarci nella visita è il curatore della mostra Roggero Roggeri. Acconto alle opere del Rustichino sono presenti quelle che hanno influenzato la sua formazione giovanile, con Alessandro Casolani e Vincenzo Rustici, fino alla sua evoluzione artistica con dipinti di una certa importanza, come quelli di Orazio Gentileschi e Antiveduto Gramatica. La pittura del Rustichino è naturalista e luministica, di influenza caravaggesca: sono riportate scene di vita di tutti i giorni. Un’altra cosa importante, presente fin dalle prime opere, fino all’evoluzione artistico è la mancanza del dolore: i volti non sono mai rappresentati sofferenti, come era tipico in questo secolo di pittura, ma felici e a volte sorridenti.

Conservatorio San Carlo Borromeo a Pienza

Pala del Rustichino

Informazioni sulla mostra

Il biglietto è unico per le 3 sedi espositive, valido per tutto il periodo della mostra (non vanno visitate obbligatoriamente le tre sedi nello stesso giorno e nell’ordine cronologico che ho seguito io nell’ articolo). La mostra è aperta dal lunedì alla domenica (giorno di chiusura martedì) dalle 10.30 alle 18.30

Il costo del biglietto è 12 euro (ridotto 6 euro); gratuito per i bambini fino a 12 anni. Per prenotare online in biglietto, clicca qui

Se siete ancora incuriositi sulle varie attività presenti in Val D’Orcia e Val di Chiana Senese, seguitemi, fra qualche giorno usciranno nuovi post. Nel frattempo vi auguro BUONA VISITA della mostra e delle città di Montepulciano, San Quirico d’Orcia e Pienza.

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Cosa vedere nel Parco delle Madonie

Cosa vedere nel parco delle madonie siciliane, fra natura e posti incantevoli.

Qualche settimana fa sono tornata in terra siciliana, ma in un’altra zona e per un altro motivo. L’altra volta stavo festeggiando il mio primo compleanno errante nella sicilia nord-occidentale, e in particolare Trapani e Marsala (clicca qui se vuoi leggere o rileggere il post); questa volta il viaggio è stato in occasione del matrimonio di mio cugino James, che si è sposato a Gangi, antico borgo in provincia di Palermo, ai piedi dell’Etna.

Come arrivare

Da Palermo dista 120 km: occorre prendere l’autostrada A19, direzione Catania, fino all’uscita Irosa. Da qui la strada provinciale SP138, poi la SS290 e infine la SS 120. Una volta abbandonata l’autostrada vi troverete immersi in un paesaggio collinare agricolo. Vi faccio vedere la foto di cosa ho visto io per chilometri e chilometri, per raggiungere la destinazione.

Sembrava di avere fatto un tuffo nel passato, nei racconti del Verga, tanto odiati a scuola, ma che ora spesso rileggo con piacere, assieme a tutta la letteratura italiana.

Fermata a Petralia Soprana

Prima di arrivare a Gangi, passerete dal borgo di Petralia Soprana, veramente incantevole. La cittadina fu fondata come “Petra” dai Sicani delle Madonie, fu in seguito conquistata dagli Arabi e dai Normanni.

Nella parte più alta della città si trova la Chiesa di Santa Maria del Loreto, con la facciata barocca e le sue guglie maiolicate. Da qui si gode di un bellissimo panorama, verso l’Etna e le province di Caltanissetta e Enna.

Girovagando fra le sue stradine strette medioevali, è possibile trovare degli angoli nascosti incantevoli, così come il piazzale della Chiesa madre, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, caratterizzata da un colonnato e due campanili di epoche diverse (uno di epoca normanna, l’altro settecentesco). Molto bello anche l’interno, ma non l’ho potuto vedere,

poichè ho visitato il borgo di sera.

Molto bella è anche la Chiesa di S. Salvatore, l’unica a pianta ellittica, molto probabilmente all’inizio era una moschea nel periodo di dominazione araba,e in seguito è stata consacrata.

Mentre camminate per queste stradine,date un’occhiata anche ai palazzi nobiliari, alcuni un po’ decadenti, ma affascinanti.

Proseguiamo per Gangi

Proseguiamo per la nostra destinazione: Gangi, premiato nel 2014 come Borgo dei borghi, fa parte anche dei Comuni Gioiello d’Italia e dei Borghi più Belli d’Italia. Si tratta di un antico borgo medioevale, interamente ricostruito nel 1300 dopo la distruzione avvenuta nel 1299 durante la guerra del Vespro.

Anche in questo borgo medioevale troverete stradine piccole, con case addossate, chiese con grandi campanili e dei bei palazzi signorili, fra cui Palazzo Sgadari e Palazzo Bongiorno. Sicuramente da visitare è la Chiesa Madre, conosciuta anche per la cripta dei preti morti, e collegata alla Torre campanaria del Venitmiglia, che fa da vesticolo all’ingresso principale dell’edificio.

Poco fuori dal centro si trova il Santuario dello Spirito Santo, un luogo di culto e riflessione religiosa. Molto bello da visitare.

e voi, siete mai stati nel Parco delle Madonie? Cosa ne pensate?

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Se vuoi leggere altri post sulla Sicilia, clicca qui per l’itinerario della Sicilia Nord-Occidentale, e qui per l’ex Stabilimento Florio della tonnara di Favignana

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Pietrasanta, la piccola Atene della Versilia

Buongiorno a tutti, visto che è estate e sicuramente qualcuno di voi capiterà in Versilia, oggi vi voglio parlare di cosa vedere a Pietrasanta, chiamata la piccola Atene della Versilia, a causa dell’alta concentrazione di artisti presenti.

Il territorio versiliese, infatti, non offre solamente il mare, ma anche il lago (Torre del Lago Puccini), le montagne (Alpi Apuane) e luoghi artistici, come la città di Pietrasanta. E’ facilmente raggiungibile, perchè si trova a 5 km dalla costa.

E’ conosciuta nel mondo soprattutto per la lavorazione del marmo e del bronzo, per il suo centro storico, per le numerose gallerie d’arte e scultura, laboratori artistici d’importanza internazionale. Tutto questo porta un via vai di artisti, ed esibizioni di un certo livello.

L’accesso più caratteristico alla città è sicuramente la Rocchetta Arrighina e Porta a Pisa, del XV secolo. Fu voluta per motivi militari e doganali.

Entrando dalla Porta a Pisa, si raggiunge facilmente la Piazza del Duomo, dove solitamente sono presenti esibizioni a cielo aperto.

Il Duomo di Pietrasanta, o Collegiata di San Martino, è in stile romanico, ed è rivestito in marmo bianco, tipico della zona. Si tratta di una chiesa con pianta a croce latina e tre navate. Al suo interno sono presenti numerose opere e sculture, sempre in marmo, sicuramente da vedere.

Sulla Piazza del Duomo si trova anche la Chiesa e Convento di Sant’Agostino, con una breve scalinata e una facciata sobria sempre in marmo bianco. La chiesa è a navata unica, con soffitto a capriate; il pavimento è a tre livelli, perchè segue la pendenza della collina su cui si trova l’edificio. Oggi la chiesa è sospesa al culto, e viene utilizzata per le mostre temporanee, soprattutto nei mesi estivi. A fianco della chiesa si trova il chiostro, circondato da un peristilio di colonne di marmo.

Nella stessa Piazza si trovano anche la Torre Civica in stile gotico, la colonna del Marzocco, palazzo Panichi Carli, e il monumento a Leopoldo II detto il Canapone. E’ presente anche il Palazzo Moroni (sec. XVI) sede del museo archeologico in cui si trovano numerosi oggetti risalenti all’epoca degli etruschi.

La città possiede anche una rete di cunicoli sotterranei, raggiungibili tramite un sentiero che termina alla Rocca di Sala, da dove è possibile osservare tutta la piana versiliese, e in giornate più limpide, sono visibili anche la costa ligure e le isole dell’arcipelago toscano.

A questo punto, dopo aver visitato le maggiori attrazioni della città, il mio consiglio bè di perdersi per le strade, fra i laboratori artistici e le gallerie d’arte.

Un’iniziativa carina presente al momento, sicuramente da non perdere, è l’installazione di ombrelli colorati e volanti in via Mazzini: 1200 ombrelli variopinti che vanno a colorare via Mazzini, il corso principale di Pietrasanta. Si tratta di una iniziativa benefica: con un piccolo contributo è possibile acquistare personalizzare gli ombrelli e sostenere i progetti della Consulta del volontariato. Si tratta di un’installazione itinerante, per coinvolgere tutto il territorio: da metà luglio le strade di Pietrasanta con le installazioni saranno due, e in più saranno presenti anche a Marina di Pietrasanta in via Versilia. Avanti con le foto e la Beneficenza.

E voi, erranti, siete mai stati a Pietrasanta, cosa ne pensate?

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Dieci cose da vedere a Lucca

Qualche settimana fa nella rubrica “architetture nel mondo” ho parlato delle Mura di Lucca, delle caratteristiche e di quanto sia rilassante farci una passeggiata (se non hai ancora letto l’articolo, puoi recuperare cliccando qui ), ma non ho parlato di quello che è possibile vedere nella mia città: recupero subito, parlando delle dieci cose da vedere a Lucca

La mia città è conosciuta da sempre come “La città dalle cento chiese” (ne nominerò solo due o tre da vedere, non preoccupatevi). Da brava toscana, e campanilista, amo la mia città, e a volte piace perdermi nelle strade, da errante, con il naso in su, per ammirare tutto quello che è possibile trovare: da torri, a case torri, palazzi. finestre bifore e trifore, fino a qualche arco o reperto romano in bella vista. Vorrei definirla un museo a cielo aperto, a partire dall’epoca romana in avanti.

In questo articolo mi concentrerò soprattutto su Lucca considerata come centro storico, all’interno delle Mura Urbane, di epoca rinascimentale (ma questo già lo sapete dal mio articolo,vero?). A meno che non siate erranti e a naso in su come me, posso dire che è impossibile perdersi all’interno nel centro storico, non solo perché è piccolo, ma le strade principali seguono sempre il rettilineo romano del Cardo e Decumano. Quindi, se pensate di perdervi, a meno che non siate in qualche via secondaria, è seriamente impossibile.

Visto che ne ho già parlato, sicuramente fra le cose da fare a Lucca è un giro a piedi o in bicicletta (esistono vari noleggi bici) sulle Mura Urbane, una cerchia muraria di 4223 metri. Troverete tantissime persone locali e straniere impegnate a passeggiare, correre, conversare o giocare a carte sui tavoli e sulle panchine o semplicemente prendere una boccata di aria fresca. Se non avete voglia tempo o voglia di fare un giro intero, consiglio almeno in parte, per passare da un punto all’altro del centro.

Una volta scesi dalle Mura, sicuramente un bel giro in Centro storico è d’obbligo: prima tappa, il Duomo di San Martino, con la visita all’interno della chiesa, al monumento funebre a Ilaria del Carretto e al Tempietto del Volto Santo. Proseguendo la passeggiata, Piazza Napoleone e il Palazzo Ducale, per poi arrivare In San Michele in Foro, con l’omonima chiesa, per finire in Via Fillungo, la strada principale dello shopping. A questo punto consiglio di alzare il naso in su, per ammirare la Torre delle Ore e la Torre Guinigi, unica nel suo genere. Proseguendo lungo Via Fillungo, è possibile visitare Piazza dell’Anfiteatro, e la Chiesa di San Frediano, con lo splendido mosaico in facciata.

Ce ne sarebbero anche tante altre cose da vedere, ma vi avevo promesso che mi sarei concentrata solo sulle prime dieci cose da vedere, e sono stata di parola.

Sicuramente non sarà l’ultimo post dedicato alla mia città, quindi dopo la passeggiata sulle Mura e le dieci cose da vedere, continuate a seguirmi: vi racconterò tanto altro.

Voi avete già visitato la mia città? Cosa ne pensate?

 

Ingegnererrante

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Compleanno errante: cosa fare 5 giorni in Sicilia Nord – Occidentale




Ciao a tutti, sono tornata da qualche giorno dal mio compleanno errante in Sicilia Nord – Occidentale, e poiché su Instagram mi avete seguito e apprezzato in molti, cercherò di raccontarvi in questo articolo cosa ho fatto in questi 5 giorni in Sicilia.

arancina

Prima tappa: San Vito lo Capo, conosciuta località balneare della costa occidentale siciliana, e patria del cous cous e di tante altre prelibatezze gastronomiche. Essendo una località tipicamente balneare, i mesi di piena attività sono sicuramente quelli estivi, ma il buon clima permette dei piacevoli soggiorni anche nelle altre stagioni. Durante il mio soggiorno (maggio 2017), la temperatura si è sempre aggirata attorno ai 20-25 gradi, con un forte scirocco che ha caratterizzato tutto il mio viaggio. La stagione balneare in quel momento è all’inizio, e la spiaggia, di sabbia finissima, non è troppo affollata, anche se c’è la possibilità di affittare ombrelloni, lettini, o altro. San Vito dista dall’aeroporto di Trapani Birgi circa 60 km, un viaggio tra paesini deliziosi della Val d’Erice, e panorami mozzafiato.

san vito

Appena arrivata a San Vito e depositati i bagagli, prima tappa, la spiaggia, e poiché era passata l’ora di pranzo da un po’, perché no, un’arancina (mi raccomando, in questa zona si parla di arancina, non arancino), per inaugurare al meglio il mio soggiorno siciliano. Come ho già detto, c’era un forte scirocco, ed era possibile stare sulla spiaggia solo vestiti, dopo un’oretta ho dovuto rinunciare, e sono andata a fare una passeggiata al Faro, distante pochi minuti dal centro. Il centro della città è Piazza Santuario, con l’edificio dedicato a San Vito martire. Nella piazza è presente anche un palco, dove spesso si esibiscono gruppi musicali; la piazza si affaccia sulla via principale, via Savoia, dove sono presenti negozi, locali e ristoranti.

riserva zingaro

Passiamo al secondo giorno, destinazione Riserva dello Zingaro. Dal paese di San Vito lo Capo dista 12 km di strada in parte asfaltata, in parte sterrata; purtroppo ho avuto una sorpresina quando sono  arrivata all’entrata della riserva: chiusa per scirocco forte e pericolo incendi. Quindi consiglio a tutti quelli che vogliono andare alla Riserva dello Zingaro, di non fare come me, ma di controllare su internet (qui) se è aperta o no.

segesta

Cambio destinazione: il parco archeologico di Segesta, luogo comunque ventoso, ma visitabile. La prima tappa del parco è l’acropoli nord, dove è presente il teatro. E’ possibile raggiungerlo con un servizio navetta, con un sovrapprezzo di 1,50 euro sul biglietto di entrata (6 euro), oppure a piedi. Naturalmente sono andata a piedi: dalla biglietteria sono 1250 m lungo un percorso in salita facile, se non viene fatto, come ho fatto io, con il vento contro. Il panorama lungo il percorso è veramente mozzafiato, sul tempio e su tutta la valle.

teatro

Dell’acropoli nord mi soffermerò a parlare del  Teatro, scavato sulla vetta del monte, a 400 m di quota, rivolto verso nord, probabilmente per poter godere del panorama sulle colline e sul mare. La cavea ha un diametro di 63 m, divisa al centro da un corridoio centrale (diazoma) e poteva ospitare circa 4000 persone. In estate è possibile assistere a rappresentazioni in questo teatro, veramente emozionanti.

tempio

Dalla parte opposta al teatro c’è il Tempio, disposto su una collina, in stile dorico, 6×14 colonne, ad imitazione dei templi greci. Non sappiamo se il tempio è rimasto incompleto o no: i Segestani non erano greci, ma elimi, con religioni e abitudini diverse: può darsi che abbiamo costruito un tempio di stile greco per dare magnificenza a un’area sacra, lasciandola a cielo aperto deliberatamente per i riti sacri indigeni; altri invece sostengono che la costruzione non fu finita a causa del conflitto con Selinunte. Dopo la visita, ritorno a San Vito per la sera.

Erice

Terzo giorno, partenza da san Vito lo Capo, destinazione Favignana. Prima fi partire ho controllato se per caso la riserva dello Zingaro fosse aperta, ma niente, dovrò ritornare in queste zone (destino beffardo) per vederla.  Prima di imbarcarmi per Favignana, faccio un salto a Erice. La città è circondata dalle mura e ha origini molto antiche; ha una struttura medioevale, con un impianto urbanistico molto particolare (a forma di triangolo equilatero), strade lastricate, case in pietra e diverse chiese. Le mura si trovano sul lato nord-est della città, e la loro parte inferiore risale al periodo fenicio, mentre la parte superiore è normanna, così come le porte. Molto bella è la Chiesa Matrice, dedicata alla Vergine Assunta, con un portale gotico con arco ogivale e un bel rosone. Di fronte alla chiesa si trova il campanile, con bifore gotiche, utilizzato come torre di vedetta.  Dopo un bel giro fra le varie stradine, torno verso Trapani, e mi imbarco per Favignana, l’isola più grande delle Egadi.

mare

Quarto giorno, giro per Favignana, anche in questo caso il vento mi ha fatto un bello scherzetto: tutte le spiagge rivolte a nord, non erano consigliate, a causa del vento, così per fare un po’ di mare, prendo la bicicletta e mi dirigo verso sud. La prima spiaggia che incontro è Lido Burrone, l’unica spiaggia sabbiosa e attrezzata dell’isola, mi fermo qualche ora, poi proseguo per le calette vicine, Cala Moni e Marasolo, molto più piccole e tranquille. Poi tornando verso il porto (distante 2 km in pianura), decido di andare verso Cala Rossa e Bue Marino: non saranno praticabili, ma almeno qualche foto la voglio fare. Una bella passeggiata in bicicletta, con qualche piccola salita, fattibile da chiunque, e con un bel venticello fresco che non fa sentire neanche il caldo: chi stava meglio di me? Così ho passato il pomeriggio, in bicicletta a fare foto.

stabilimento florio

Passiamo all’ultimo giorno: tutti mi hanno consigliato la visita all’ex stabilimento Florio della tonnara di Favignana. Per la visita è opportuno informarsi sugli orari, ad esempio a maggio, la visita guidata è solo la mattina. L’ex stabilimento Florio è un esempio di archeologia industriale, e grazie alla guida Francesca, e allo zio Peppe (uno degli ultimi operai dello stabilimento), la visita è stata entusiasmante, ma ne parlerò approfonditamente in un altro articolo. All’interno dello stabilimento sono presenti anche dei reperti archeologici, in particolare i rostri delle barche della prima guerra Punica.

favignana

Che dire, 5 giorni di compleanno errante, 400 chilometri percorsi, destinazioni scelte e cambiate a causa del vento, tante scoperte, e tante emozioni da riportare a casa. L’ingegnererrante ha festeggiato bene il suo primo compleanno.

Come ho già annunciato, non sarà l’unico post che dedicherò a questi cinque giorni di compleanno errante e alla Sicilia, visto che fra poco più di un mese dovrò tornare nell’isola, anche se in un’altra zona. Non resta che seguirmi, per scoprire cosa ancora ho da raccontare e dove andrò!

Siete stati in questa zona della Sicilia nord-occidentale? Che ne pensate?

Ingegnererrante


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