Dove dormire in Val d’Orcia e Val di Chiana

Dopo aver parlato della mostra sulla buona pittura senese (qui) e le attività da fare in val d’Orcia e val di Chiana (qui), oggi vi propongo tre sistemazioni dove poter dormire. Si tratta di sistemazioni una diversa dall’altra, quindi a voi la scelta.

Palazzo Trecci Tombesi (Montepulciano)

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Partiamo da dove ho soggiornato io durante il blogtour: Palazzo Trecci Tombesi a  Montepulciano. Si tratta di un palazzo storico nel centro di Montepulciano, appartenuto alla nobile famiglia Trecci Tombesi. Ogni ambiente è affrescato, ci sono otto camere doppie con servizi privati, grandi saloni con un pianoforte e l’albero genealogico della famiglia,e la cucina (utilizzabile) con un gran camino. Se volete passare una notte ” da nobile”, vi consiglio di alloggiare qui! Ogni camera ha il nome di uno della famiglia Trecci Tombesi: io ho dormito nella camera della Contessa Giannina.

Camera Contessa Giannina

Nelle prossimità del palazzo si trova un parcheggio gratuito, dove è possibile parcheggiare la macchina.

Palazzo Bandino (Chianciano Terme)

Palazzo Bandino- Credits www.palazzzobandino.com

L’azienda agrituristica Palazzo Bandino si trova a due chilometri da Chianciano Terme, circondata da vigneti secolari. Se cercate una fattoria, un’oasi di pace e relax, questo è il posto giusto. L’agriturismo dispone di 9 appartamenti, un vigneto e l’orto bio, una grande piscina e un ristorante che serve prodotti locali. All’interno del Palazzo Bandino si trova un’area spa e relax, il centro benessere Sensi Divini, dove è possibile provare dei trattamenti al vino rosso e all’olio d’oliva, unici nel suo genere (questa volta non ho avuto il tempo di provare, ma ci tornero’.



Casa Letizia (Pienza)

Nel corso principale di Pienza l’agenzia Halldis, specializzata in affitti brevi, ci ha proposto la visita di due dei suoi appartamenti. Di cosa si tratta? Halldis seleziona appartamenti di prestigio nelle località più richieste, per dare l’opportunità agli ospiti di sentirsi sempre a casa. Questi appartamenti si trovano a Milano, Firenze, Parigi, Roma, Bruxelles, e da poco tempo anche nelle colline della val d’Orcia e Val di Chiana.

Questi appartamenti si trovano sul corso Rossellino, davanti al Palazzo Piccolomini, all’interno di un palazzo storico, certificato dalle Belle Arti di Siena. Gli appartamenti sono dotati di tutti i comfort, e sono accuratamente arredati.

Dopo aver scelto dove dormire tra le tre proposte indicate, cosa aspettate a passare qualche giorno fra le splendide colline senesi?

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Turismo sostenibile e enograstronomico in Val d’Orcia e Val di Chiana? Si, e’ possibile

Buongiorno erranti!!! Dopo aver parlato delle bellezze della Val d’Orcia e della Val di Chiana e della mostra “Il buon secolo della pittura senese” (se non avete letto il post, cliccate qui), oggi vi parlo di altre attività possibili sul territorio, provate durante il blogtour organizzato da Valdichiana Living.

Turismo sostenibile: biciclette elettriche

Bicicletta Elettrica

Per me è stata la prima volta in bicicletta elettrica, e a parte la titubanza dei primi secondi, devo dire che mi sono divertita molto. Si tratta di biciclette elettriche con pedalata assistita, che permettono ai turisti di passare da un borgo all’altro con questo mezzo molto divertente,e accessibile a tutti. Con il noleggio della ebike viene dato anche il casco e uno smartphone con sistema GPS con i vari itinerari da poter seguire.

4 bloggers fra le colline della Val d’Orcia

Noi, accompagnati da Berardino di Urbanbikery e Maria di Valdichiana Living, abbiamo percorso il tratto da Montepulciano a Pienza, passando per Monticchiello, un borgo medioevale famoso per il Teatro povero. Sono stati 20 km (e ripeto..VENTI!!) veramente divertenti, in mezzo alle dolci colline senesi con paesaggi da favola. Consiglio questo tipo di esperienza, è accessibile a tutti, molto divertente, e permette di vivere un turismo sostenibile grazie alla bicicletta elettrica. Per maggiori informazioni e prenotare la vostra bicicletta cliccate qui, da Urbanbikery a Montepulciano.

Insegna Urbanbikery

Turismo enograstronomico

La Val d’Orcia e la Val di Chiana sono conosciute anche per il turismo enogatronomico: sarebbe un dispiacere non parlarne!

Ingresso Cantina del Redi

Durante il blogtour abbiamo visitato la Cantine del Redi (o cantina dei Ricci). Entrando da via Ricci è possibile visitare le cantine, e la “Cattedrale”, chiamata così per le sue tre navate longitudinali, le arcate a tutto sesto e le crociere a volta, che ricordano una vera e propria cattedrale romano-gotica. Il tutto è circondato da botti, che poggiano su un suolo tufaceo, che permette una buona ventilazione e mantenimento del vino a una temperatura e umidità costante durante tutto l’anno.

Cattedrale del Vino Nobile di Montepulciano

Naturalmente dopo la visita alla cantina, abbiamo degustato i vari vini prodotti, fra cui il vino Nobile di Montepulciano. I proprietari, Enrico e Antonella, ci hanno accolti in modo molto piacevole, e fra un discorso, un aneddoto e una degustazione, abbiamo trascorso una bella oretta di tempo con loro. Per maggiori informazioni sulle Cantine dei Redi, cliccate qui.

Vino Nobile di Montepulciano

Naturalmente non poteva mancare la parte del cibo, e particolarmente del pecorino. In particolare noi siamo stati all’azienda agricola Pianporcino di Pienza, l’unica con allevamento, trasformazione e vendita diretta del famoso formaggio. All’interno dell’azienda agricola è presente una sala dove è possibile degustare i dieci tipi di pecorino: dal meno forte a quelli più sofisticati. Naturalmente anche il dessert era di formaggio: ricotta con zucchero e miele.

Menù degustazione

La degustsazione di formaggi è accompagnata da anche da affettati e da un ottinmo vino della Val d’Orcia. Io sono un’appassionata di formaggi, e devo dire che ho avuto difficoltà a decidere quale mi era piaciuto di più, praticamente tutti!  Se volete prenotare la degustazione, o avere informazioni, cliccate qui.

Degustazione dei vari tipi di formaggio Pecorino, prodotti dall’azienda agricola

Fra qualche giorno vi parlerò di dove dormire in val d’Orcia e Val di Chiana: tre soluzioni particolari, e diverse dal solito. Seguitemi ! Vi lascio con la foto della strada più bella e panoramica di tutta la Val d’Orcia, con le sue dolci curve e i suoi cipressi. 

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Mostra “il Buon secolo della pittura senese” e il territorio della Val D’Orcia e Val di Chiana Senese

In questo mese ho partecipato al mio primo blogtour nei territori della Val d’Orcia e Val di Chiana senese assieme ad altri bloggers: Elisa di Girandolina con il marito Alessio, Silvia di Ti consiglio un posticino e Mangia Prega Scrivi e Flavia di Visittuscany. Il tour, organizzato da Valdichianaliving, aveva lo scopo di promuovere la mostra d’arte “Il buon secolo della pittura senese”, e assieme ad essa, il suo bel territorio.

Mostra “Il buon secolo della pittura senese”

Si tratta di una mostra itinerante fra i comuni di Montepulciano, San Quirico d’Orcia e Pienza. Nella descrizione delle sedi espositive seguirò il senso cronologico della mostra: dal Manierismo di Beccafumi a Montepulciano, continuando con Sodoma e Riccio a San Quirico d’ Orcia  fino alla luce caravaggesca di Rustichino a Pienza, dagli inizi del Cinquecento fino alla metà del Seicento. Oltre a queste opere, provenienti da collezioni pubbliche e private, ne sono presenti anche altre, molto significative per capire il contesto artistico di questo periodo di pittura senese.

Bloggers con ValdiChiana Living e l’assessore Franco Rossi di Montepulciano

Montepulciano

Montepulciano si trova nella Val di Chiana senese: in mezzo a un bellissimo paesaggio collinare si trova il centro storico della città, con i palazzi rinascimentali, per poi arrivare alla piazza principale, Piazza Grande, dove l’ influenza fiorentina e’ ben evidente. Consiglio di salire sopra la torre del Palazzo Comunale, dalla quale si gode un bellissimo panorama. Affascinante è anche la Chiesa di San Biagio, ai piedi di Montepulciano, circondata da un grande prato.

Palazzo Comunale di Montepulciano

Panorama dalla Torre del Palazzo Comunale

La sede espositiva della mostra si trova al Museo Civico Pinacoteca Crociani; con noi era presente uno dei curatori della mostra: Roberto Longi. Partendo dalla Sant’Agnese Segni, opera giovanile di Beccafumi, già presente nel Museo Civico di Montepulciano, e dai vari documenti e testimonianze, l’esposizione suscita un grande interesse sulla vita del giovane pittore, sulle sue influenze e rapporti artistici. Sono presenti anche diverse opere di altri pittori dell’ambiente artistico senese  di inizio 500, fra cui Sodoma, Fra’ Bartolomeo, Girolamo Genga e tanti altri.

Ingresso Museo Civico di Montepulciano

Sant’Agnese Segni, di Domenico Beccafumi

San Quirico D’Orcia

San Quirico d’Orcia è conosciuta fin dai tempi antichi per il passaggio della via Francigena. Si trova all’interno di una cinta muraria, tipicamente medioevale, divisa dalla via principale, via Dante Alighieri. Molto bella è la Collegiata dei Santi Quirico e Giuditta, una chiesa romanica con elementi gotici e barocchi. Da vedere è anche la Chiesa di San Francesco, dove al suo interno è possibile ammirare la statua della Madonna in terracotta di Andrea della Robbia.

Collegiata dei Santi Quirico e Giuditta a San Quirico d’Orcia

Proprio accanto alla Collegiata si trova Palazzo Chigi Zondadari, sede espositiva della mostra e del Comune di San Quirico. In questa sede viene analizzato il periodo del tardo Cinquecento, inizio Seicento, partendo dall’opera di Bartolomeo Neroni, detto il Riccio, La Madonna col Bambino e i santi Leonardo e Sebastiano, conservata nell’ Oratorio della Misericordia di San Quirico d’Orcia. Il percorso espositivo è fondato principalmente sulle opere di Sodoma, artista adulto, e di Riccio, e anche in questo caso il contesto artistico non viene dimenticato: sono presenti anche maestri come Giorgio di Giovanni, Giomo del Sodoma e Marco Pino.

Palazzo Chigi a Montepulciano

Madonna con bambino e i santi Leonardo e Sebastiano

Pienza

Pienza, chiamata la “città ideale del Rinascimento”. La sua storia è strettamente legata a  Enea Silvio Piccolomini, che nel 1458 divenne Papa Pio II. Il Pontefice dette incarico all’architetto Bernardo Rossellino di trasformare il borgo natio in una città tipica rinascinamentale. In solo tre anni vennero realizzati palazzi bellissimi ed armoniosi, e la città aveva un senso di razionalità degli spazi e del decoro, ben lontano dal disordine dell’antico borgo medioevale. In piazza Pio II sono presenti la Cattedrale dell’Assunta, di stile rinascimentale toscano e il campanile di forma ottagonale, Palazzo Piccolomini,e il Palazzo Pubblico, con uno spendido loggiato. Questa armonia degli spazi si trova anche nei colori della piazza: gli edifici sono tutti in travertino, con il tipico color miele.

Pienza

Cattedrale dell’Assunta a Pienza

La sede espositiva di Pienza si trova al Conservatorio San Carlo Borromeo, dove nella chiesa a lato è presente una bellissima pala di Francesco Rustici, detto il Rustichino, che rappresenta la Madonna con il Bambino e i santi Carlo Borromeo, Francesco, Chiara, Caterina e Giovanni Battista.

L’esposizione è interamente dedicata al Rustichino, e ad accompagnarci nella visita è il curatore della mostra Roggero Roggeri. Acconto alle opere del Rustichino sono presenti quelle che hanno influenzato la sua formazione giovanile, con Alessandro Casolani e Vincenzo Rustici, fino alla sua evoluzione artistica con dipinti di una certa importanza, come quelli di Orazio Gentileschi e Antiveduto Gramatica. La pittura del Rustichino è naturalista e luministica, di influenza caravaggesca: sono riportate scene di vita di tutti i giorni. Un’altra cosa importante, presente fin dalle prime opere, fino all’evoluzione artistico è la mancanza del dolore: i volti non sono mai rappresentati sofferenti, come era tipico in questo secolo di pittura, ma felici e a volte sorridenti.

Conservatorio San Carlo Borromeo a Pienza

Pala del Rustichino

Informazioni sulla mostra

Il biglietto è unico per le 3 sedi espositive, valido per tutto il periodo della mostra (non vanno visitate obbligatoriamente le tre sedi nello stesso giorno e nell’ordine cronologico che ho seguito io nell’ articolo). La mostra è aperta dal lunedì alla domenica (giorno di chiusura martedì) dalle 10.30 alle 18.30

Il costo del biglietto è 12 euro (ridotto 6 euro); gratuito per i bambini fino a 12 anni. Per prenotare online in biglietto, clicca qui

Se siete ancora incuriositi sulle varie attività presenti in Val D’Orcia e Val di Chiana Senese, seguitemi, fra qualche giorno usciranno nuovi post. Nel frattempo vi auguro BUONA VISITA della mostra e delle città di Montepulciano, San Quirico d’Orcia e Pienza.

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“Il Buon secolo della pittura senese”, il mio primo blogtour

Buongiorno a tutti e buon lunedì! Cosa state facendo? Io a quest’ora sono in macchina, in direzione Montepulciano (Siena) per il mio primo blogtour. Emozionata? Spaventata? Entrambe le cose: penso che faccia parte del gioco, giusto? Vi risponderò martedì sera, quando sarò di ritorno.



Tema del blogtour

Il tema del blogtour è “Il buon secolo della pittura senese”, una mostra che si svolge in tre città fantastiche del territorio senese della Val di Chiana e della Val d’Orcia: Montepulciano, Pienza e San Quirico d’Orcia. Il Blogtour dura due giorni: oggi lunedì 7 agosto visiteremo Montepulciano, mentre domani, 8 agosto, la giornata sarà dedicata a Pienza e San Quirico d’Orcia.

Partiremo con la visita da Montepulciano al Museo Civico Pinacoteca Crociani, mentre il martedì continueremo la visita della mostra itinerante a Pienza al Conservatorio San Carlo Borromeo e infine San Quirico d’Orcia al Palazzo Chigi Zondadari.

Oltre alla mostra

Nel frattempo visiteremo le bellezze di queste terre senesi: lunedì andremo in una cantina monumentale dove invecchia il Vino Nobile di Montepulciano, mentre martedì con una bicicletta elettrica andremo a Monticchiello, borgo conosciuto per il Teatro Povero. Continueremo poi con la visita a un Caseificio nei pressi di Pienza per degustare il pecorino, tipico della zona, mentre a San Quirico d’Orcia sosteremo alla Quercia delle Checche, il primo albero riconosciuto come bene naturale.

Ebbene si, questi due giorni saranno belli impegnativi, ma sono sicura che ne usciremo soddisfatti, io per prima. I posti già li conosco, e li adoro, ma visitarli in questa veste sarà diverso e sicuramente emozionante.

Mi raccomando, seguitemi su Instagram e Twitter, cercherò di fare tante foto e stories per farvi partecipare anche voi a questa esperienza.

Vi aspetto poi al mio ritorno, per un bel post, per raccontarvi di questi due giorni.

Buon lunedi’,e continuate a seguirmi!

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Chiesa dell’Autostrada di Giovanni Michelucci

Chiunque abbia percorso l’autostrada del Sole, o A1, non può non aver notato nei pressi di Campi Bisenzio (Firenze), allo svincolo con l’autostrada A12 Firenze-Mare (esattamente Firenze Nord), la Chiesa di San Giovanni Battista, denominata anche Chiesa dell’Autostrada.

Opera simbolica e spirituale

Venne realizzata dall’architetto pistoiese Giovanni Michelucci fra il 1960 e il 1964, per ricordare i morti sul lavoro per la costruzione dell’Autostrada del Sole. Fu scelto lo svincolo di Firenze Nord perché è a metà strada tra Milano e Roma, le principali città unite da questa autostrada. Viene considerata anche la “parrocchia per viaggiatori”, un luogo per una sosta spirituale, per tutti i pellegrini di qualsiasi razza, età e religione. Questo simbolismo viene anche ripreso nell’architettura della chiesa, come dirò in seguito.

L’edificio

Il primo progetto fu affidato all’ Ingegnere Lamberto Stoppa, ma a causa dei giudizi negativi della Soprintendenza dell’Arte Liturgica, fu sostituito da Michelucci nel 1960. Quel che l’architetto pistoiese riprese dal progetto originale fu l’impianto longitudinale, il battistero interno, ma in un edificio separato, e le iconografie commissionate agli artisti, provenienti da tutta Italia. Queste opere, per essere meglio visionate dai fedeli, vennero disposte in un grande nartece (portico), che aveva sia la funzione di ingresso alla Chiesa e al Battistero, che quella di galleria come sede dei bassorilievi raffiguranti tutte le città italiane unite dalla nuova autostrada, fra cui Sant’Ambrogio per Milano, San Petronio per Bologna, San Giovanni per Firenze e diversi altri.

L’esterno

Si tratta di un’architettura dinamica, fuori dagli schemi, e altamente simbolica nella forma della tenda, come simbolo di accoglienza del viaggiatore. La stessa architettura è in sè contrastante: la copertura in rame è dinamica, sembra quasi mossa dal vento, mentre il corpo della chiesa è in solida pietra, tipica della zona, e in cemento. Questa idea del viaggio è data non solo dagli elementi architettonici, ma anche dai percorsi attorno alla Chiesa: ogni punto di vista è diverso dall’altro, non ne esiste uno preferenziale.

Chiesa dell’Autostrada-Credits Archweb

L’interno

Lo stesso contrasto si nota anche all’interno della chiesa, con le coperture a tenda, che nonostante siano realizzate in cemento armato danno una grande sensazione di leggerezza, e la solidità dell’aula a croce latina irregolare in pietra. Queste tende sono sostenute da grandi pilastri albero in cemento armato, con i rami che si intrecciano e vanno in ogni direzione.

Interno – Credits Te la do io Firenze

All’interno sono presenti 3 altari: due ai lati, illuminati da piccole feritoie, e uno centrale, con una grande superficie colorata in vetro e ferro, rappresentante Giovanni Battista.

In tutti gli ambienti, sia esterni che interni, possiamo notare l’estrema accuratezza e raffinatezza nelle finiture, nel dettaglio e nella lavorazione dei vari materiali.

Nonostante la chiesa sia posizionata in un punto altamente frenetico, al suo interno si respira un’aria totale di pace e tranquillità, come un distacco che può avere il viaggiatore dalla realtà di tutti i giorni.

Per visitare la chiesa, occorre rivolgersi al custode. Per raggiungerla occorre imboccare il raccordo autostradale Peretola/Firenze-Mare, con indicazione per l’area di servizio Firenze nord/Autostrada del Sole A1: da qui si trovano le indicazioni per arrivare alla Chiesa. Per informazioni clicca qui

Questa chiesa negli anni, come tutte le architetture estremamente moderne, è stata fortemente criticata. Voi da che parte state?

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Il Giardino dei Tarocchi a Capalbio

Se questa estate avete intenzione di trascorrere qualche giorno nella Maremma toscana a Capalbio, provincia di Grosseto, dovete visitare il Giardino dei Tarocchi, opera dell’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle. Questo giardino è conosciuto per le sculture degli arcani maggiori dei tarocchi.

Ispirazione a Gaudì

Il giardino prende l’ispirazione dal Parque Guell di Antoni Gaudì a Barcellona e dal Giardino dei Mostri a Bomarzo (Viterbo). Dopo la visita a questi due parchi, Niki de Saint Phalle decise di ideare il Giardino dei Tarocchi nel 1979. Fu terminato nell’estate del 1996; nel 1997 nacque la Fondazione “Giardino dei Tarocchi” per mantenere e conservare l’opera, e infine nel 1998 il giardino è stato aperto al pubblico.
Il Giardino si trova sulla collina di Garavicchio, frazione di Capalbio, e ha un’estensione di 2 ettari fra sculture colorate, in acciaio, vetro e ceramica e specchi. Per l’ideazione di questo giardino, l’artista ha avuto accanto un’équipe di operai specializzati in arte contemporanea, fra cui il marito Jean Tinguely, che ha creato le strutture metalliche e gli assemblaggi semimoventi delle sculture. Inoltre, fra i vari contributi, possiamo parlare anche di Ricardo Menon, collaboratore e amico dell’artista, e Venera Finocchiaro, ceramista romana.

Ingresso principale

Nell’équipe per la costruzione del Giardino dei Tarocchi, si trova anche l’architetto ticinese Mario Botta, che in collaborazione con l’architetto grossetano Roberto Aureli, ha ideato il padiglione di ingresso. Si tratta di un muro di recinzione in tufo di grande spessore, con un’apertura circolare al centro chiusa da una cancellata. Il disegno di questo ingresso viene interpretato dallo stesso architetto Botta come barriera da varcare per avere una “pausa magica” dal mondo reale che sta al di là del muro.

Piazza Principale

Oltrepassato il muro percorreremo una strada sterrata per arrivare alla piazza principale, dove si trova una vasca sovrastata da due figure unite della Papessa e del Mago, che rappresentano i maggiori arcani dei tarocchi, e simboleggiano l’inizio del percorso. La vasca circolare raccoglie le acque che escono dalla bocca della scultura della Papessa, e al centro si trova la Ruota della Fortuna, una scultura meccanica semimovente realizzata da Jean Tinguely.

Dalla piazza, circondata dal verde, partono diversi percorsi che salgono e scendono lungo la collina. Lungo questi percorsi Niki de Saint Phalle ha inciso pensieri, numeri, citazioni, disegni e tanto altro: non è sono un percorso fisico, ma anche spirituale. In particolare, lungo un percorso che sale la collina, si trova la scultura del Sole, come un uccello di fuoco appollaiato su un arco, e il Papa, l’opera più amata dall’artista.

L’albero della vita

Affascinante è la scultura dell’Albero della vita, che al posto dei rami ha le teste dei serpenti, e il tronco è ricoperto dalle iscrizioni e dai disegni dell’artista.

Potrei parlare di tante altre sculture affascinanti, come la Morte, la Temperanza, gli Innamorati e l’Imperatrice, ma non voglio svelarvi altro di questo parco, che racchiude arte, natura e spiritualità.

Se volete avere questa esperienza spirituale nel giardino, cliccate qui per controllare i giorni e gli orari di apertura.

Voi avete visitato questo giardino? Cosa ne pensate?

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Pietrasanta, la piccola Atene della Versilia

Buongiorno a tutti, visto che è estate e sicuramente qualcuno di voi capiterà in Versilia, oggi vi voglio parlare di cosa vedere a Pietrasanta, chiamata la piccola Atene della Versilia, a causa dell’alta concentrazione di artisti presenti.

Il territorio versiliese, infatti, non offre solamente il mare, ma anche il lago (Torre del Lago Puccini), le montagne (Alpi Apuane) e luoghi artistici, come la città di Pietrasanta. E’ facilmente raggiungibile, perchè si trova a 5 km dalla costa.

E’ conosciuta nel mondo soprattutto per la lavorazione del marmo e del bronzo, per il suo centro storico, per le numerose gallerie d’arte e scultura, laboratori artistici d’importanza internazionale. Tutto questo porta un via vai di artisti, ed esibizioni di un certo livello.

L’accesso più caratteristico alla città è sicuramente la Rocchetta Arrighina e Porta a Pisa, del XV secolo. Fu voluta per motivi militari e doganali.

Entrando dalla Porta a Pisa, si raggiunge facilmente la Piazza del Duomo, dove solitamente sono presenti esibizioni a cielo aperto.

Il Duomo di Pietrasanta, o Collegiata di San Martino, è in stile romanico, ed è rivestito in marmo bianco, tipico della zona. Si tratta di una chiesa con pianta a croce latina e tre navate. Al suo interno sono presenti numerose opere e sculture, sempre in marmo, sicuramente da vedere.

Sulla Piazza del Duomo si trova anche la Chiesa e Convento di Sant’Agostino, con una breve scalinata e una facciata sobria sempre in marmo bianco. La chiesa è a navata unica, con soffitto a capriate; il pavimento è a tre livelli, perchè segue la pendenza della collina su cui si trova l’edificio. Oggi la chiesa è sospesa al culto, e viene utilizzata per le mostre temporanee, soprattutto nei mesi estivi. A fianco della chiesa si trova il chiostro, circondato da un peristilio di colonne di marmo.

Nella stessa Piazza si trovano anche la Torre Civica in stile gotico, la colonna del Marzocco, palazzo Panichi Carli, e il monumento a Leopoldo II detto il Canapone. E’ presente anche il Palazzo Moroni (sec. XVI) sede del museo archeologico in cui si trovano numerosi oggetti risalenti all’epoca degli etruschi.

La città possiede anche una rete di cunicoli sotterranei, raggiungibili tramite un sentiero che termina alla Rocca di Sala, da dove è possibile osservare tutta la piana versiliese, e in giornate più limpide, sono visibili anche la costa ligure e le isole dell’arcipelago toscano.

A questo punto, dopo aver visitato le maggiori attrazioni della città, il mio consiglio bè di perdersi per le strade, fra i laboratori artistici e le gallerie d’arte.

Un’iniziativa carina presente al momento, sicuramente da non perdere, è l’installazione di ombrelli colorati e volanti in via Mazzini: 1200 ombrelli variopinti che vanno a colorare via Mazzini, il corso principale di Pietrasanta. Si tratta di una iniziativa benefica: con un piccolo contributo è possibile acquistare personalizzare gli ombrelli e sostenere i progetti della Consulta del volontariato. Si tratta di un’installazione itinerante, per coinvolgere tutto il territorio: da metà luglio le strade di Pietrasanta con le installazioni saranno due, e in più saranno presenti anche a Marina di Pietrasanta in via Versilia. Avanti con le foto e la Beneficenza.

E voi, erranti, siete mai stati a Pietrasanta, cosa ne pensate?

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Dieci cose da vedere a Lucca

Qualche settimana fa nella rubrica “architetture nel mondo” ho parlato delle Mura di Lucca, delle caratteristiche e di quanto sia rilassante farci una passeggiata (se non hai ancora letto l’articolo, puoi recuperare cliccando qui ), ma non ho parlato di quello che è possibile vedere nella mia città: recupero subito, parlando delle dieci cose da vedere a Lucca

La mia città è conosciuta da sempre come “La città dalle cento chiese” (ne nominerò solo due o tre da vedere, non preoccupatevi). Da brava toscana, e campanilista, amo la mia città, e a volte piace perdermi nelle strade, da errante, con il naso in su, per ammirare tutto quello che è possibile trovare: da torri, a case torri, palazzi. finestre bifore e trifore, fino a qualche arco o reperto romano in bella vista. Vorrei definirla un museo a cielo aperto, a partire dall’epoca romana in avanti.

In questo articolo mi concentrerò soprattutto su Lucca considerata come centro storico, all’interno delle Mura Urbane, di epoca rinascimentale (ma questo già lo sapete dal mio articolo,vero?). A meno che non siate erranti e a naso in su come me, posso dire che è impossibile perdersi all’interno nel centro storico, non solo perché è piccolo, ma le strade principali seguono sempre il rettilineo romano del Cardo e Decumano. Quindi, se pensate di perdervi, a meno che non siate in qualche via secondaria, è seriamente impossibile.

Visto che ne ho già parlato, sicuramente fra le cose da fare a Lucca è un giro a piedi o in bicicletta (esistono vari noleggi bici) sulle Mura Urbane, una cerchia muraria di 4223 metri. Troverete tantissime persone locali e straniere impegnate a passeggiare, correre, conversare o giocare a carte sui tavoli e sulle panchine o semplicemente prendere una boccata di aria fresca. Se non avete voglia tempo o voglia di fare un giro intero, consiglio almeno in parte, per passare da un punto all’altro del centro.

Una volta scesi dalle Mura, sicuramente un bel giro in Centro storico è d’obbligo: prima tappa, il Duomo di San Martino, con la visita all’interno della chiesa, al monumento funebre a Ilaria del Carretto e al Tempietto del Volto Santo. Proseguendo la passeggiata, Piazza Napoleone e il Palazzo Ducale, per poi arrivare In San Michele in Foro, con l’omonima chiesa, per finire in Via Fillungo, la strada principale dello shopping. A questo punto consiglio di alzare il naso in su, per ammirare la Torre delle Ore e la Torre Guinigi, unica nel suo genere. Proseguendo lungo Via Fillungo, è possibile visitare Piazza dell’Anfiteatro, e la Chiesa di San Frediano, con lo splendido mosaico in facciata.

Ce ne sarebbero anche tante altre cose da vedere, ma vi avevo promesso che mi sarei concentrata solo sulle prime dieci cose da vedere, e sono stata di parola.

Sicuramente non sarà l’ultimo post dedicato alla mia città, quindi dopo la passeggiata sulle Mura e le dieci cose da vedere, continuate a seguirmi: vi racconterò tanto altro.

Voi avete già visitato la mia città? Cosa ne pensate?

 

Ingegnererrante

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